Mr Harrigan’s Phone, la ghost story di Stephen King è ora un film per Netflix

Netflix © 2021Courtesy of Netflix

Mr Harrigan’s Phone non è una successioni di jump scare e sussulti, per molti versi potrebbe non essere neanche un horror come lo sono tante novelle di King che tuttavia hanno un impatto molto più perturbante sul lettore. L’atmosfera algida, immobile, perennemente autunnale, instilla un disagio penetrante fino alle ossa scavando nei rapporti di famiglie di sangue ed elette; il film vuole replicare questa tipica dimensione dei racconti dell’opera del re dell’horror, riuscendoci parzialmente. Prodotto dal Ryan Murphy di American Horror Story (ma diretto da John Lee Hancock di The Blind Side), è tutto quello che la longeva antologia – perversa, sopra e righe, sensazionalistica, eccessiva – non è: un racconto macabro, con una sottile morale, un monito, un coming of age – declinazione del genere tanto cara all’autore del Maine – aspro. Ma è anche la storia di un vecchio e un bambino legati da un’amicizia e un affetto che non ha trova eguali neanche tra nipoti e nonni imparentati. 

La relazioni tra i due, che occupa metà del tempo filmico – è il cuore della storia: Craig ha bisogno di staccare dal mondo e rifugiarsi nella grande casa opulenta, austera e spoglia che riflette così bene la personalità del suo proprietario, di conversare con questo anziano che conosce le cose del mondo e lo istruisce e lo incanta con la sue straordinaria intelligenze e intuito. Quando il ragazzo gli regala l’iPhone – uno dei primi in commercio – Harrigan comprende in pochi istanti il futuro del mondo legato a internet, ai social, alle fake news. Harrigan, dal canto suo, è talmente disgustato dalla malizia, dalla malignità, dall’opportunismo del prossimo da doversi isolare e si nutre della spiazzante innocenza di Craig (che il suo interprete Jaeden Martell, trasmette egregiamente). Ma ha anche paura per lui, perché sa che quando il ragazzo partirà per conoscere il mondo, il mondo lo divorerà, e cerca di proteggerlo con i suoi consigli. Se potesse, lo proteggerebbe anche dall’oltretomba e forse lo fa, punendo chi fa soffrire il suo prediletto

Fonte : Wired