Pamela Andress: a processo la falsa estetista che operò Samantha Migliore, morta per un ritocco al seno

5 Ottobre 2022

Secondo il tribunale la 35enne brasiliana, ora ai domiciliari, avrebbe effettuato una “mastoplastica additiva con modalità vietate perché altamente pericolose” provocando così la morte di Samantha Migliore, 35 anni, madre di 5 figli.

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Samantha Migliore e Pamela Andress

La Procura di Modena ha chiesto il processo immediato per Pamela Andress, la falsa estetista che lo scorso aprile ha effettuato il ritocchino estetico al seno che ha portato alla morte di Samantha Migliore. Quest’ultima, 35enne madre di cinque figli, il 21 aprile scorso si era sottoposta all’intervento a casa dell’amica – stilista e organizzatrice di eventi – con l’hobby dei ritocchi estetici, nella sua abitazione di Maranello, in provincia di Modena.

A dare la notizia è il Qn-Resto del Carlino ricordando le pesanti accuse nei confronti della 50enne trans brasiliana: morte come conseguenza di altro
delitto, esercizio abusivo della professione sanitaria e omissione di soccorso. Nello specifico la Andress avrebbe iniettato “una quantità abnorme di silicone per un intervento di mastoplastica additiva con modalità vietate perché pericolose”.

La falsa estetista si trova dal 13 maggio scorso agli arresti domiciliari, in attesa di processo, e per il gip viene ritenuto alto il pericolo della reiterazione del reato. Il 24 novembre prossimo comparirà davanti al giudice di Modena.

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La difesa rifiuta l’accusa di omissione di soccorso, mentre per le 24 ore successive alla morte, l’accusa la considera latitante. “La mia assistita – spiega l’avvocato Francesco Andriulli – ha sempre collaborato, ribadendo di non essere mai fuggita”.

Facciamo un passo indietro. La tragica vicenda si era consumata lo scorso 21 aprile. La Andress avrebbe sottoposto la Migliore ad un’iniezione nella casa della 35enne a Maranello. Un intervento al seno – stando a quanto raccontato dal marito della donna – costato circa 1.200 euro: “Quando mia moglie si è sentita male mi ha detto di dover fare una telefonata ed è sparita, prima mi ha dato acqua e zucchero” aveva raccontato Antonio Bevilacqua, compagno della vittima.

L’accertamento autoptico eseguito dal consulente della procura, si legge ancora il comunicato, aveva individuato la causa della morte di Samanta Migliore in un’embolia attivata dall’iniezione nel seno destro della donna di un fluido semioleoso, tipo silicone.

La Andress si era poi costituita alla caserma dei carabinieri di Cento, nel Ferrarese, dove vive il compagno. Di professione organizzatrice di eventi e stilista, non era abilitata per svolgere alcun intervento estetico.

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Fonte : Fanpage