Da smartphone a microscopi: come sono fatte (e come si usano) le nuove lenti Blips 3

“Durante la primavera 2022 abbiamo ricevuto dalle scuole più ordini che in tutto il 2021, con vendite che sono passate dai circa 28mila euro dell’anno scorso agli oltre 60mila dei primi 9 mesi di quest’anno. È una crescita di oltre il 100%, e solo nel settore educational”: mentre lo racconta, Andrea Antonini è visibilmente contento di come sta andando la sua startup. E ha tutto il motivo di esserlo.

Antonini è CEO e founder di Smart Micro Optics, nata nel 2016 dentro all’Istituto italiano di Tecnologia di Genova: come su Italian Tech abbiamo già raccontato, produce due tipi di dispositivi, chiamati Blips e Diple, che funzionano come microscopi portatili per smartphone (si adattano praticamente a tutti), si possono tenere in tasca, in borsa o nello zaino e usare quando serve. Negli anni hanno convinto appassionati di fotografia, di scienze, di biologia e mineralogia, ong impegnate in progetti umanitari in Africa, il dipartimento di Stato negli USA e pure le mamme italiane a caccia di pidocchi fra i capelli dei figli. Oltre alle scuole, ovviamente.

I dettagli di una moneta da 50 centesimi visti attraverso una lente Blips 3

Da Blips a Blips 3, lenti fatte per durare più a lungo

Quando lo abbiamo incontrato, Antonini non aveva solo numeri da raccontarci, ma anche da mostrarci in anteprima le lenti Blips 3, nuova versione del prodotto più accessibile e versatile della startup: “Abbiamo lavorato su quelli che secondo i clienti erano i punti deboli, o comunque gli aspetti migliorabili – ci ha spiegato – E dunque abbiamo reso più solida la presa sul telefono, facendo sì che la parte adesiva duri più a lungo e anche permettendo un migliore adattamento ad altri telefoni che la persona dovesse comprare nel tempo. Inoltre, la lente è ora circondata da una parte colorata di colore nero, così che sia più facile allinearla con quella dello smartphone”.

Antonini e il suo team hanno depositato un brevetto per la nuova struttura di sostegno, composta da placchette di acciaio e da un nastro di plastica con l’anima di metallo, che è insieme flessibile e resistente; inoltre, la parte adesiva è lavabile con acqua e sapone per togliere eventuali impurità, sporco e particelle che ridurrebbero la capacità di fare presa. Le lenti, che sono fatte nella sede genovese di SMO, mantengono le stesse caratteristiche di sempre: ingrandimento 5x oppure 10x, con un livello di dettaglio che arriva sino a 8-15 micron.

“Le metteremo in vendita su Kickstarter, con la nostra terza campagna (si raggiunge da qui, ndr) dopo quelle di 2016 e 2019: ci siamo dati un mese di tempo e un obiettivo di 15mila euro, con spedizioni entro Natale”, ci ha raccontato Antonini. In vendita a quali prezzi? “Il kit più semplice, con tutte e due le lenti (5x e 10x, ndr) costa 19 euro, mentre per quello con gli accessori se ne spendono 25”. Quali accessori? “Ascoltando il parere dei clienti, abbiamo capito che molti avrebbero voluto un sistema più stabile per osservazioni macro da tavolo, quindi abbiamo pensato a una versione delle Blips 3 che comprende anche una luce portatile e un distanziatore, entrambi stampati in 3D e ripiegabili, così da offrire diverse possibilità di angolazione e inquadratura”.

L'uso del distanziatore e della luce (sulla sinistra) per fotografare una moneta da 50 centesimi

Un successo arrivato lontano

L’intenzione, insomma, è quella di superare i risultati ottenuti in anno buono ma comunque complicato come il 2021, in cui SMO ha fatturato 253mila euro: “Negli ultimi 4 anni abbiamo prodotto circa 80mila lenti Blips, e negli ultimi 2 anni quasi 5mila kit Diple, per un totale venduto di oltre 400mila euro – ci ha svelato Antonini – E siamo fiduciosi che il mercato educational continuerà a crescere, anche perché le scuole sono appena iniziate”. A crescere in Italia e non solo: nel nostro Paese, i prodotti di SMO sono stati acquistati dalla Humanitas University di Milano per il corso di Istologia, oltre che da varie scuole medie e superiori (a Genova, da ICT Cornigliano, Scuola Germanica e Don Milani); all’estero, la startup ha raccolto consensi in Germania, Lussemburgo, Canada e tantissimo nei campus degli Stati Uniti, dalla Florida al Wisconsin, dall’Oregon al Texas sino a New York, con clienti celebri come Cornell University e Columbia University.

Fonte : Repubblica