“Tombe distrutte, lapidi e marmi a pezzi. Benvenuti al Verano”

Tombe distrutte, cumuli di macerie che impediscono di raggiungere le lapidi tanto che i mazzi di fiori vengono lasciati da chi va a trovare i propri cari defunti sul muretto antistante. Appena sopra marmi in pezzi e ferri arrugginiti. 

Cimitero del Verano: tombe distrutte e macerie

Benvenuti al cimitero del Verano, quello storico di Roma che, con il suo patrimonio di opere d’arte, è una sorta di museo all’aperto che non ha eguali per la quantità e la particolarità delle testimonianze. Eppure all’inestimabile valore storico-artistico e culturale si affiancano scenari di degrado che nemmeno i recenti interventi di riqualificazione sono riusciti ad eliminare.

“Neanche i defunti riposano in pace a Roma. Tombe distrutte, lapidi e marmi a pezzi. Il tutto arginato da anni da transenne. E il Sindaco Gualtieri cosa fa? Nulla”. E’ questa la denuncia di Souad Sbai, esponente della Lega, che commenta lo stato di alcune aree del cimitero romano. 

Partito anche un esposto alla procura della Repubblica. “Al cimitero del Verano – scrive Sbai nella denuncia – palesano da tempo gravi fatti di degrado e danneggiamento delle tombe dei defunti, con evidente pregiudizio del decoro e della sanità pubblica”. 

“Nel piano di investimenti per i cimiteri capitolini presentato dalla giunta a maggioranza Pd e del quale ancora oggi non v’è riscontro pratico” – attacca l’esponente leghista. 

Gli interventi di riqualificazione al Verano 

Il riferimento è al piano del Campidoglio per i cimiteri capitolini da 7 milioni di euro. Eppure parte di quelle risorse sono state destinate proprio al Verano dove, già prima dell’estate, sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione del muro perimetrale lato Tangenziale e del rifacimento delle coperture degli uffici. Completati anche gli interventi di cura del verde e di abbattimento e messa in sicurezza delle alberature del reparto israelitico. Dopo oltre trent’anni poi messi in concessione 585 loculi per salma singola, 35 aree per la costruzione di tombe private e 8 lotti derivanti da residui di un’asta del 2014.

“Gli stanziamenti pare siano infatti maggiormente diretti ad ampliare la struttura – rincara Sbai – piuttosto che a ristrutturarla. Abbiamo bisogno di conferme, da questo punto di vista. è assolutamente necessario che i defunti riposino in pace e che i loro cari possano andare a far visita alle loro tombe, oggi distrutte”.
 

Fonte : Roma Today