Tumore al seno, biopsia e cure mirate per combattere cancro avanzato

“Ci auguriamo nel giro di 10-15, massimo 20 anni, anche di guarire la malattia metastatica”, le parole di Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di oncologia senologica e toraco-polmonare all’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli

ascolta articolo

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato

In vista della Giornata nazionale del tumore al seno metastatico, prevista per il prossimo 13 ottobre, nasce “Note di Vita”, una guida che aiuta a comprendere gli stati d’animo e le emozioni delle donne che convivono con questa diagnosi. Uno strumento che nasce dalla campagna ‘È Tempo di Vita’, promossa da Novartis Italia in collaborazione con Salute Donna Onlus. A margine della presentazione di ‘Note di vita’, avvenuta nella nuova sede di Novartis a Milano, è intervenuto anche Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di oncologia senologica e toraco-polmonare all’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, che ai microfoni dell’Adnkronos Salute ha tracciato il quadro delle terapie, l’impegno della ricerca tricolore e le prospettive future per le donne con tumore al seno metastatico.

Le parole di De Laurentiis

Tumore dell’ovaio, con il Pap test è possibile la diagnosi precoce

È cambiato tanto in questi anni per le donne con tumore al seno avanzato”. In particolare “per i tumori ormono-sensibili, cosiddetti luminali, abbiamo avuto una vera rivoluzione terapeutica che ha allungato l’aspettativa di vita delle pazienti. Abbiamo tanti nuovi farmaci che ci consentono di gestire la malattia in maniera molto più efficace. E in un futuro prossimo ne aspettiamo diversi altri”, ha dichiarato l’esperto. De Laurentiis non ha mancato di ribadire il contributo dell’Italia nel campo: “I progetti sono tanti, ma in questo settore specifico forse lo studio che ha catturato l’attenzione internazionale in questo momento è lo studio BioItaLEE. È uno studio di biomarcatori. Non cerchiamo quindi una nuova terapia, ma dei parametri molecolari per capire chi è sensibile o resistente alla terapia con ribociclib in combinazione con letrozolo. È uno studio molto avanzato che si basa su biopsia liquida: facciamo il prelievo alle pazienti e andiamo a cercare i frammenti di Dna che il tumore lascia nel sangue, li sequenziamo e valutiamo la presenza di mutazioni. Da questo ci aspettiamo tanto”, continua.

Un quadro che cambia

Non solo gli specialisti al lavoro per cure sempre più mirate e rispettose della qualità di vita, ma anche la corsa alla ricerca e la condivisione di emozioni e vissuto. “Oggi già il quadro è cambiato soprattutto con l’avvento degli inibitori delle cicline, tecnicamente inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti. Sono tre: ribociclib, palbociclib e l’abemaciclib e la buona notizia è che questi farmaci sono in grado di prolungare la sopravvivenza cronicizzando la malattia. Questa era una cosa che non avevamo mai osservato in sperimentazioni cliniche precedenti sul tumore mammario metastatico luminale”. De Laurentiis sottolinea come l’aspettativa di vita sia passata a una mediana di più di 5 anni, un fatto che permette di avere la possibilità di accedere a nuovi farmaci. “E se questo può sembrare ancora insoddisfacente, diciamo che è tutto tempo che guadagniamo in vista degli altri farmaci rivoluzionari in arrivo, e ce ne sono tanti. Avere un’aspettativa di vita più lunga significa dunque anche avere la possibilità di accedere a nuovi farmaci. E ci auguriamo nel giro di 10-15, massimo 20 anni, anche di guarire la malattia

%s Foto rimanenti

Fonte : Sky Tg24