Aule studio, attività per bambini e spazi culturali: ecco come i romani sognano i nuovi “poli civici”

Non semplici biblioteche, destinate al prestito di libri. Ma spazi di socialità in grado di fornire servizi e di garantire attività probabilmente carenti in città. 

Il sondaggio sulle bibilioteche ed i poli civici

Sono stati 4729 i romani che hanno partecipato al sondaggio lanciato lo scorso marzo da Roma Capitale. La consultazione pubblica era stata avviata in vista della rigenerazione della rete bibliotecaria esistente e dell’apertura di nove poli civici, da attivare entro il 2026 con i fondi del Pnrr. Il sondaggio prevedeva una batteria di quindici domande a risposta multipla e di uno spazio dove inserire i propri suggerimenti. Il tutto per tarare un’offerta che sia in linea con le esigenze del territorio.

L’offerta pluriservizi

“Le indicazioni che arrivano dal sondaggio sono piuttosto chiare – ha premesso Andrea Catarci l’assessore al decentramento ed ai servizi per la città dei quindici minuti – prevale la richiesta di un’offerta pluriservizi, diretta a più fasce d’età”. Alla domanda ‘quali spazi e servizi culturali ritieni più importanti’ la risposta più gettonata è quella che riguarda le “aule lettura e studio” (62,63%) seguite dagli “spazi per bambini e ragazzi” che ottengono il 61 per cento delle preferenze.

Le aspettative dei romani

“Oggi i cittadini usufruiscono delle biblioteche in larga parte per il prestito di libri” ha ricordato Catarci. Sono infatti il 52,67% degli intervistati che dichiarano di farlo. Ma le aspettative, per il futuro, sono di natura diversa.  

“Gli intervistati hanno fatto emergere una forte richiesta per i corsi legati al tempo libro e per le iniziative culturali” ha evidenziato l’assessore. C’è anche chi si aspetta, sul piano dei servizi, di trovarvi degli “sportelli anagrafici”. Un progetto che “sicuramente sperimenteremo in qualche biblioteca” ha sottolineato l’assessore, “anche se in quel caso la difficoltà è legata soprattutto al reperimento del personale”.

Poi ci sono i servizi di natura commerciale, con una larga parte di intervistati che dichiara di auspicare l’aperura di centri servizi, per la stampa, le fotocopie, la navigazione su internet (60,8%) ed anche di bar o punti ristoro (56,4%). Un significativo 51% l’ha ottenuto anche la richiesta d’un punto vendita di biglietti per concerti ed eventi culturali.

Un punto di partenza per riorganizzare il servizio

“Terremo in considerazione i risultati emersi da questo sondaggio, che non è stata di certo un’esercitazione accademica – ha commentato Catarci – saranno utili nella riorganizzazione delle biblioteche e nel definire l’organizzazione di spazi e l’erogazione dei servizi dei nove centri civici che, vorrei sottolineare, andremo ad aprire tutti fuori dal raccordo anulare”.
 

Fonte : Roma Today