Profumi d’autunno: le Langhe tra tartufi e vini

Langhe, terra di enogastronomia raffinata, grandissimi vini, borghi punteggiati di castelli e torri, tutelata dall’Unesco con i vicini Roero e Monferrato, come Patrimonio dell’Umanità. Un paesaggio profumato in questo periodo di tartufi, funghi, castagne, nocciole e formaggi, mentre il mosto ribolle nelle cantine: tutti ottimi ingredienti per uno stuzzicante itinerario autunnale, dove la gastronomia fa rima con arte e cultura.

Alba dalle cento torri –

Il punto di partenza è Alba, la “città delle cento torri”, capitale economica delle Langhe e del tartufo bianco, rinomatissima per i suoi ristoranti. Le sue mura racchiudono un incantevole centro medievale di forma ottagonale, con portici, nobili palazzi, monumenti romanico e barocchi, come la chiesa di San Giovanni Battista. Suggestive le torri, medievali anch’esse, costruite dalle famiglie patrizie, che fiancheggiano le vie Cavour e Vittorio Emanuele. In questo periodo richiama da tutto il mondo appassionati dell’oro bianco, dato che ospita (oltre agli altri eventi della rassegna) il clou della Fiera, ovvero il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba che unitamente alla rassegna Albaqualità si tiene all’interno del Cortile della Maddalena ( visitabili il sabato e la domenica, con l’apertura straordinaria di lunedì 31 ottobre e martedì 1° novembre): è il luogo dove poter acquistare magnifici esemplari di Tuber magnatum Pico, accuratamente selezionati dai giudici di Analisi Sensoriale del Tartufo, a garanzia della qualità dei prodotti proposti. www.fieradeltartufo.org

Grinzane Cavour –

A 8 km a sud-ovest di Alba si trova Grinzane Cavour, dove sorge, in mezzo ai vigneti, il castello del Duecento – rimaneggiato nel ‘600 – appartenuto alla nobile famiglia di Camillo Benso, il primo ministro dell’Unità d’Italia, che vi soggiornò a lungo, impegnandosi nella cura delle cantine di famiglia. E se i vigneti tanto famosi nel mondo sono presenti su questi colli, è merito proprio del conte di Cavour, che li importò dalla Francia trasformando (erano i primi anni del 1800) il dolce Barolo in un vino secco, dal gusto poderoso. Nel castello oggi si trovano l’Enoteca regionale (eccezionale la collezione di vini e grappe piemontesi) e un Museo etnologico. Superate Bossolasco, il “paese delle rose”, e Murazzano, ecco la medievale Dogliani, immersa tra colline tappezzate dei vigneti che offrono uve Barolo, Barbera e Dolcetto mentre Monforte conserva nella parte alta dell’abitato palazzo Scarampi, già castello medievale.

Il Re dei vini a Barolo –

Proseguendo verso Bra, s’incontra Barolo, dove sorge un castello appartenuto ai conti Falletti: è qui il cuore della produzione del Barolo, il re dei vini – o il vino dei re – e proprio nel maniero è ospitato il Museo enologico ed etnografico del Barolo, che illustra vita e lavoro dei vignaioli delle Langhe. A questo punto si impone una deviazione per La Morra, borgo medievale in posizione panoramica che abbraccia, in un sol colpo d’occhio, le Langhe e le Alpi che ne sono la quinta. Tappa successiva, Cherasco con il suo castello trecentesco: la struttura cittadina ricorda il suo essere stata roccaforte militare, ingentilita però da vie porticate, dall’alta torre civica e dall’arco di Belvedere. Al tempo dell’assedio di Torino del 1706 da parte dell’esercito franco-spagnolo, vi si rifugiarono i Savoia, i futuri Re d’Italia, che si portarono appresso la Sacra Sindone. Infine, Bra, cittadina dal sapore barocco: da visitare la chiesa del 1682 di Sant’Andrea e palazzo Traversa, nel medesimo stile.

Vini straordinari –

Per concludere in bellezza non possono mancare, ovviamente, i vini, per i quali le Langhe sono famose nel mondo. Non si può lasciare queste terre senza aver prima fatto tappa in qualcuna delle sue rinomatissime cantine, per degustare ed acquistare i decantati vini  per i quali questa terra è famosa nel mondo: oltre al Barolo, il Barbera, il Nebbiolo, il Grignolino, il Verduno Pelaverga, il Dolcetto, e i Docg Barbaresco e Moscato.

Per informazioni: www.visitlmr.it

Fonte : TgCom