[SPOILER] Don’t worry darling: 5 opere che hanno ispirato la storia del film con Florence Pugh

Per una volta proviamo a lasciare da parte le tante polemiche e questioni di gossip su Don t worry darling e analizziamo insieme i titoli che più hanno influenzato la seconda regia dell’attrice Olivia Wilde.

La storia di Don’t worry darling, infatti, è stata da più parti accusata di essere molto poco originale, ed effettivamente nel corso della visione non è difficile rintracciare subito alcune grosse ed evidenti influenze dal filone della fantascienza, e non solo.

Ad esempio il mondo di fantasia in cui è ambientato il film non può non ricordare la premessa di Matrix delle sorelle Wachowski, incentrato su una realtà fittizia creata digitalmente dentro la quale i protagonisti sono intrappolati e che Neo, Trinity, Morpheus e gli altri si possono lasciare alle spalle attraverso i telefoni (in Don’t worry darling, invece, l’evasione avviene toccando un misterioso edificio). Sempre in ambito fantascientifico, un’altra forte influenza è Total Recall di Paul Verhoeven, nel quale il protagonista Arnold Schwarzenegger vive una vita che non è la sua a causa di complessi e realistici impianti di memoria, mentre tutto il look generale di Don’t worry darling sembra preso a piene mani da La fabbrica delle mogli: per chi non lo conoscesse, si tratta di un film del 1975 tratto dal romanzo ‘The Stepford Wives’ del 1972 scritto da Ira Levin e che racconta la storia una comunità americana utopistica nel quale i mariti sostituiscono le moglie con dei robot ubbidienti; nel 2004 è stato realizzato anche un remake, La donna perfetta con Nicole Kidman, nel quale invece ai robot le donne veniva soggiogate dai mariti tramite un microchip.

Le guardie vestite di rosso ricordano tantissimo i personaggi di Noi di Jordan Peele (autore nei confronti dei quali Don’t worry darling e Olivia Wilde sembrano soffrire di un grosso complesso di inferiorità) così come la cura di pillole per tenere a bada le mogli sembra ripresa da Equilibrium con Christian Bale, mentre il modo in cui Florence Pugh riesce ad ‘evadere’ dal lavaggio del cervello ricorda un altro sci-fi molto amato, ovvero Inception di Christopher Nolan: nel film con Leonardo DiCaprio un crescendo musicale veniva utilizzato dai ‘ladri del sogno’ per avviare la procedura di risveglio, mentre in quello con Florence Pugh nel finale la protagonista si ricorda quanto le è accaduto, si ‘risveglia’, ascoltando il personaggio di Harry Styles mentre canticchia in soggiorno una canzone che era solito cantarle nel mondo reale. In entrambe le opere, poi, se muori nel mondo onirico muori anche in quello reale.

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Fonte : Everyeye