Gli esclusi dall’anagrafe digitale

Un’opportunità che ha permesso agli iscritti all’anagrafe – il 98% della popolazione italiana – di scaricare attraverso Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi 14 certificati per conto proprio o per un componente della propria famiglia, senza bisogno di recarsi allo sportello. La lista comprende il certificato anagrafico di nascita, il certificato anagrafico di matrimonio, il certificato di cittadinanza, il certificato di esistenza in vita, il certificato di residenza, il certificato di residenza Aire, il certificato di stato civile, il certificato di stato di famiglia, il certificato di residenza in convivenza, il certificato di stato di famiglia Aire, il certificato di stato di famiglia con rapporti di parentela, il certificato di stato libero, il certificato anagrafico di unione civile, il certificato di contratto di convivenza.

A partire dall’1 febbraio 2022 31 comuni italiani, tra cui anche capoluoghi di regione come Bologna, Firenze, Bari e Trento, hanno aperto per i propri cittadini la possibilità del cambio residenza sul portale dell’Anpr. Da aprile il servizio è stato esteso a tutto il paese e per la popolazione registrata è ora possibile effettuare azioni online come lo spostamento di residenza in un altro Comune o il cambio di abitazione nello stesso Comune. Un elemento che ha permesso di superare una serie di importanti criticità, visto che finora la frammentazione delle procedure fisiche a livello territoriale portava a ritardi, buchi e altre problematiche che finivano per impattare sui diritti delle persone, visto che questi sono strettamente collegati alla registrazione della residenza.

Le criticità connesse

Come si legge sul sito del ministero per l’Interno, il nuovo servizio di anagrafe digitale permette in effetti di guadagnare in efficienza superando le precedenti frammentazioni, ottimizzare le risorse, semplificare e automatizzare le operazioni relative ai servizi anagrafici, consultare o estrarre dati, monitorare le attività ed effettuare analisi e statistiche”. Una piccola rivoluzione per i cittadini ma anche per funzionari pubblici, operatori e tutti quegli attori che nel loro lavoro si interfacciano con le politiche di gestione della residenza, che farà il bene di tutti, o quasi.

Perché se l’iscrizione all’anagrafe riguarda il 98% della cittadinanza, c’è una piccola fetta di persone, quelle soprattutto in condizioni di marginalità, che rischiano di trovarsi escluse dal nuovo servizio digitale ancora più di quanto non lo fossero prima. “Temiamo che all’interno di questo portale nazionale possano essere travasate alcune delle prassi contrarie alla legge che abbiamo osservato nel corso del tempo quando si tratta di anagrafe”, spiega a Wired Italia Francesco Ferri, migration advisor di ActionAid Italia, organizzazione che insieme a Asgi, Avvocato di strada, fio.Psd ed Enrico Gargiulo dell’Università di Bologna ha diffuso una nota sull’impatto dei diritti della nuova Anagrafe nazionale della popolazione residente. Per esempio è successo spesso che gli ufficiali dell’anagrafe ignorassero che i cittadini di origine non italiana avessero diritto al soggiorno regolare e all’iscrizione all’anagrafe nella fase di rinnovo del permesso di soggiorno e respingessero quindi la domanda. “Un problema di formazione del personale che ha compromesso i diritti di molte persone e che è opportuno risolvere con il nuovo portale”, chiosa Ferri.

Fonte : Wired