Blonde on Blonde: le differenze tra film e libro, cosa cambia dalla pagina a Netflix?

Blonde di Andrew Dominik è una finta biografia di Marilyn Monroe basata sul romanzo omonimo della scrittrice americana Joyce Carol Oates, ma così come il libro si prende le sue numerose libertà nei confronti della cronaca reale così anche il film in alcuni punti si distacca dalla pagina scritta.

Qui sotto vi presentiamo le maggiori differenze tra Blonde film e Blonde libro, tra la Marilyn Monroe di Andrew Dominik e Ana de Armas e la Marilyn Monroe di Joyce Carol Oates. Nonostante qualche aggiunta e/o qualche altra sottrazione, l’adattamento del regista australiano è estremamente fedele al romanzo originale, ma il paradosso è che per quante polemiche abbia suscitato il lungometraggio di Netflix possiamo assicurarvi che il libro del 1999 sia per certi versi molto più crudo e molto più esplicito. Vediamo in che modo.

  • Il feto parlante: una delle scene più controverse del film è quella in cui uno dei feti della protagonista ‘le risponde’ chiedendole perché ‘l’altra volta’ l’aveva ucciso, riferendosi ad un precedente aborto. Questa è un’invenzione di Dominik, dato che nel libro non c’è traccia di feti parlanti.
  • L’adolescenza di Norma Jeane: fra le più grandi differenze nel passaggio dal libro al film è l’adolescenza della protagonista, che la Oates sviluppa per tantissimi capitoli, dal tempo trascorso all’orfanotrofio a quello nella casa dei genitori adottivi, senza contare il primo matrimonio a sedici anni con James Dougherty (il suo primo marito), che lei sposò per evitare di tornare in orfanotrofio tutti elementi totalmente assenti dal film.
  • La morte di Marilyn Monroe: il cambiamento più importante apportato da Dominik rispetto al romanzo della Oates è quello della morte della protagonista. Nel film, infatti, viene lasciato intendere che Norma Jeane si suicida (oppure muore accidentalmente) di overdose perché sconvolta dalla rivelazione che dietro le lettere che lei pensava spedite dal suo vero padre in realtà c’era Cass, il figlio di Charlie Chaplin, uno dei suoi amanti nel corso del film. Questo finale è estremamente diverso da quello del libro, nel quale invece la Oates dice esplicitamente che è un agente del governo a causare l’overdose di Marilyn Monroe, agente del governo che dopo la morte della protagonista elimina tutte le prove che la collegherebbero a JFK. Il suicido diventa quindi omicidio, e l’omicidio addirittura un complotto: in questo caso si può dire che Andrew Dominik, nel suo contestassimo film, ci è andato addirittura cauto.

Blonde è disponibile su Netflix, e ha debuttato alla prima posizione della classifica dei film più visti sulla piattaforma. Diteci cosa ne pensate nei commenti.

Fonte : Everyeye