U2, la vera storia di Pride (In The Name Of Love): come l’orgoglio si trasforma in comprensione e rispetto universale

Il 1 ottobre 1984 gli U2 pubblicano l’album The Unforgettable Fire e arrivano per la prima volta nella Top 40 americana con uno dei brani più impegnati della loro carriera, Pride (in the Name of Love). Bono ha raccontato di aver scritto il testo inizialmente come critica al presidente americano Ronald Reagan e alla sua retorica militare al tempo della Guerra Fredda. Poi una visita ad una mostra del Chicago Museum dedicata al simbolo della lotta non violenta per i diritti civili Martin Luther King (assassinato il 4 aprile 1968) e la lettura della biografia “Let the Trumpet Sound: A Life of Martin Luther King” del professore americano Stephen B.Oates lo convince a cambiare tutto.

Early morning, April 4” canta Bono, sbagliando però l’orario dell’omicidio di Martin Luther King, avvenuto alle sei del pomeriggio (dal vivo si corregge sempre), su una melodia che si dice sia stata improvvisata durante il soundcheck prima di un concerto alle Hawaii durante il War Tour del 1983. Pride (In the Name of Love) nasce durante le session in studio allo Slane Castle e ai Windmill Lane Studios di Dublino, con Chrissie Hynde dei Pretenders come corista (nei credit viene indicata come Chrissie Kerr perché è sposata con Jim Kerr dei Simple Minds). Parlando di pace, amore, sacrificio e accostando le figure di Martin Luther King e Gesù Cristo, Bono trasforma il concetto di orgoglio in un simbolo di consapevolezza, comprensione e rispetto universale.

Un tema che affascina il pubblico, come l’atmosfera trascendente tra rock e soul creata da The Edge, Larry Mullen Jr e Adam Clayton. Bono è sempre stato molto critico nei confronti del testo di Pride (In the Name of Love): “E’ emozionante solo se non parli inglese” ha detto. Tuttavia la strofa “Free at last / They took you life / They could not take your pride” (Finalmente libero / Hanno preso la tua vita/ Ma non hanno potuto portare via il tuo orgoglio”), con il riferimento al celebre discorso “I Have a Dream” del 1963 è una delle definizioni più efficaci e intense della vicenda umana e storica di Martin Luther King. Gli U2 hanno suonato Pride (In the Name of Love) per la prima volta a Christchurch in Nuova Zelanda  il 29 agosto 1984 durante la prima data del loro Unforgettable Fire Tour, e da allora l’hanno eseguita in tutti i concerti. Il momento culminante del suo messaggio è stato quando l’hanno suonata davanti a 400.000 persone il 18 gennaio 2009 al Lincoln Memorial di Washington DC per l’elezione di Barack Obama.

Come può accadere che una band irlandese venga invitata all’insediamento di un presidente degli Stati Uniti?” ha detto Adam Clayton, “E’ tutto merito di una canzone come Pride.

Fonte : Virgin Radio