Tortura la compagna e la obbliga a tatuarsi il viso: “Mi ha sferrato 3 colpi di mannaia sulla gamba”

29 Settembre 2022

Ha sferrato 3 colpi di mannaia sulla sua gamba: “Se mi lasci questo sarà solo l’inizio”. Poi i tatuaggi in volto. E durante una seduta è riuscita a scappare.

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Nei giorni scorsi il tribunale ha bocciato il ricorso di A.L., un uomo di 41 anni che ha torturato, e costretto la compagna a tatuarsi il suo nome sul volto che resterà per sempre sfigurato sopra al sopracciglio destro. I giudici hanno confermato la sua condanna a sei anni e otto mesi.

Quello che il suo nome, però, non è l’unico segno che resterà sul viso della compagna, una ragazza di 30 anni: “Mi ha costretto a tatuarmi una goccia e tre puntini sullo zigomo destro, ma anche tre puntini e una croce sotto lo zigomo sinistro. Sulla mandibola ho invece inciso la frase odio tutti“, ha raccontato lei a il Corriere della Sera.

I maltrattamenti da parte del compagno

Intervistata dal quotidiano, la ragazza ha raccontato la vita di tutti i giorni insieme all’uomo che la maltrattava: “Minacciava di uccidere la mia famiglia se lo avessi lasciato”, ha detto. La ragazza, assistita dalle avvocate Alexandra Liberati e Laura Passacantilli, del centro antiviolenza “Centra il sogno”, ha ripercorso la loro storia, iniziata per caso sui social network, fino al momento di rottura.

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Il primo incontro

Si sono conosciuti nel 2019 su Facebook: “Mi appariva spesso fra le amicizie, si chiamava Danno Berserk (un manga ndr), ma ho scoperto che tutti lo chiamavano il mostro: lo aveva persino tatuato sul sopracciglio destro”, ha spiegato. Il primo incontro risale al 3 dicembre di quell’anno: “Mi è venuto a prendere in taxi a Ladispoli e siamo andati in un bed and breakfast – ha detto, prima di ricordare cosa l’ha colpita – Ho subito notato un atteggiamento strafottente, mentre nei primi messaggi si mostrava gentile”. Proprio a causa. dialcuni comportamenti non ritenuti consoni, sono stati allontanati dal b&b: “Ci siamo spostati in un albergo a Roma: pagava lui, diceva di aver ricevuto una grande eredità”. Poi, però, cambia radicalmente: “Era diventato violento, poi ha iniziato a farmi sentire e a recitarmi versi sacri fino a quando non ha iniziato anche a raccontarmi i modi in cui avrebbe torturato mia madre: avrebbe fatto lo stesso anche con me. Avrebbe ucciso i miei genitori, perché non degni di avere una figlia pura – ha continuato – Poi ha iniziato ad insultarmi e mi ha fatto sentire le registrazioni di una donna che aveva torturato“.

Salvata da un tatuatore

Dopo si spostano a Genzano, dove sono andati dal tatuatore: “Mi ha costretta a tatuarmi il suo nome sul sopracciglio – ha raccontato la ragazza, prima di spiegare quanto accaduto in albergo – Mi ha detto che il suo lavoro è torturare le persone: “Vuoi morire. No! ti faccio soffrire piano piano perché ti amo. Sarai mia tutta la vita. Ma questo è solo l’inizio, se andrai via”. E dopo averle detto questo le ha sferrato tre colpi di mannaia sulla gamba: “Ha detto che con quella prova avrei capito quando mi amasse, sarei diventata pura: avrebbe ucciso la mia famiglia se soltanto lo avessi denunciato: mi ha ordinato di fidarmi e di stare zitta – ha continuato a raccontare – Quella notte non abbiamo dormito: sono rimasta sdraiata nel letto accanto a lui a vedere cartoni animati. Rideva, sapeva a memoria frasi e personaggi del film Joker: per lui, lui stesso era Joker e io Goldie (la donna amata da Joker). Poi siamo andati di nuovo dal tatuatore, stavolta a Nemi. Era il dicembre 2019. Ma quando si è addormentato, il tatuatore mi ha mandato via, aiutandomi a scappare e a tornare libera“.

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Fonte : Fanpage