Terapie individuali, casa e lavoro: così la Regione lancia il nuovo piano per la salute mentale

Nella settimana in cui si svolge a Roma il primo festival della salute mentale, la Regione ha approvato il piano di azioni 2022-2024. Un atto di giunta che individua e definisce gli obiettivi e le azioni strategiche per potenziare e qualificare l’assistenza a tutela della salute mentale. 

Le novità principali sono il budget di salute, il supporto all’abitare e l’inclusione lavorativa. Il primo ha lo scopo di sostenere progetti teraputico-riabilitativi personalizzati. Uno strumento dinamico che consente di modellare gli interventi sulle esigenze della persona e non sulle caratteristiche dell’offerta disponibile. Il supporto all’abitare è considerato un fattore determinante per favorire la fase di passaggio verso l’acquisizione di una completa autonomia abitativa della persona.

Infine, per le persone con problemi di salute mentale il piano prevede azioni specifiche per l’inclusione lavorativa: “Avere un ruolo lavorativo – dichiara l’assessore alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato – ha un impatto decisivo su diversi fattori, dal reddito alla possibilità di autodeterminare le proprie scelte, dall’opportunità di esercitare un’attività di inclusione e partecipazione sociale alla lotta allo stigma”. 

“Un piano strategico – continua l’assessore – che ci permette di compiere un deciso balzo in avanti nell’assistenza e nei percorsi di cura delle persone con problemi di salute mentale e nel supporto alle famiglie. Questo piano inoltre è accompagnato da un nuovo reclutamento, attraverso procedure concorsuali, di psichiatri e neuropsichiatri infantili” .

Il protocollo sociosanitario tra IX municipio e Asl 2

A livello locale, nel IX municipio Roma Eur la presidente Titti Di Salvo e il direttore generale dell’Asl Roma 2 Giorgio Casati hanno siglato un protocollo per l’avvio della sperimentazione e la realizzazione del progetto individuale, quello denominato “budget di salute”, per tutti i residenti del municipio. “E’ questo un passo importante nel percorso verso una reale integrazione sociosanitaria e uno degli obiettivi cardine del Pnrr e del Decreto ministeriale 77 – spiegano Di Salvo e Casati – , realizzato grazie alla forte collaborazione, che già da tempo è in corso tra Adl e Municipio, che ha come obiettivo di mettere le persone al centro dei servizi e la presa in carico globale che presuppone risposte assistenziali eque, appropriate e personalizzate” hanno dichiarato il Direttore Generale Casati e la Presidente Di Salvo.

“Ci risulta che siamo il primo Municipio a Roma e in Italia, a sperimentare l’utilizzo di schede comuni agli operatori, sia della Asl che del Municipio – aggiunge l’assessore alle politiche sociali e della salute Luisa Laurelli -. Questo modello di integrazione sociosanitaria al termine della sperimentazione potrà essere esportato su tutto il territorio della ASL Roma 2”.

Fonte : Roma Today