Muse, Matt Bellamy racconta l’importanza di Kurt Cobain nella sua formazione musicale

Matt Bellamy è uno dei frontman più amati nel panorama del rock, grazie al suo carisma sul palco e, nondimeno, alle sue capacità vocali e alla chitarra.

Negli anni, il suo stile come chitarrista si è evoluto, adattandosi al percorso musicale dei Muse. Ad oggi, quello di Bellamy è uno dei suoni più riconoscibili fra i chitarristi rock, ed è stato considerato una sorta di idolo da un’intera generazione che si voleva distaccare dal concetto – ritenuto anacronistico – di virtuosismo.

Per Bellamy, la strada per arrivare a questo status è passata, nelle prime fasi, dalla ricerca della perfezione stilistica, in particolare dall’emulazione del grande chitarrista Yngwie Malmsteen, padrone di una perfezione stilistica quasi inarrivabile.

Come ha raccontato Bellamy stesso in occasione di un’intervista con Guitar World, questo tentativo ha presto lasciato posto ad un altro, grazie ad una rivelazione: “[Yngwie Malmsteen], geniale! Non lo ascolto da un po’, ma Yngwie era una di quelle persone a cui mi sono avvicinato all’inizio degli anni ’90 quando ho iniziato a suonare. Chiaramente all’epoca pensavo ci fosse una possibilità [di diventare come lui]! Dopo un po’, mi sono reso conto che, semplicemente, non potevo arrivare al suo livello e ho in qualche modo virato verso stili di chitarra più classici. Poi ho iniziato ad ascoltare musicisti come Hendrix e Cobain e ho pensato: ‘Sai cosa? Posso creare il caos. Non posso avere questa incredibile precisione tecnica, ma quello che posso fare è creare un casino!’ Quindi ho seguito la strada del rumore, del caos e della carneficina… e piccoli elementi delle altre cose sono rimasti con me”.

L’amore per le chitarre ha portato il cantante dei Muse anche a possedere pezzi iconici: nel 2020 Bellamy, da sempre appassionato della musica di Jeff Buckley, ha acquistato l’iconica blonde USA Fender Telecaster del 1983 appartenuta al musicista scomparso, utilizzata per registrare Grace.

È fantastica – le parole di Bellamy – La cosa interessante è che c’è un piccolo problema con i pickup, che non è mai stato corretto. Il che è strano perché suona alla grande. Ha questo tipo di tono vitreo, un po’ come quando si suonano le note più alte su un pianoforte dove c’è quel sustain naturale. È un suono molto pungente. Ha anche questa chiarezza molto insolita tra ogni nota, questa separazione totale. […] Direi che probabilmente è la migliore chitarra dal suono pulito che abbia mai suonato”.

Fonte : Virgin Radio