Una sosta a Orvieto, la città delle meraviglie

Il suo centro storico e l’enorme piedistallo di tufo che lo sorregge fanno un tutt’uno di rara suggestione e la rendono una delle città più belle ed incredibili d’Italia.
Le radici di Orvieto affondano nel tempo degli Etruschi, un popolo che ha qui lasciato un’impronta indelebile e che si possono ammirare nei tre musei cittadini, che impegnano studiosi di tutto il mondo e fanno fantasticare appassionati di storia e archeologia. Fu anche sede papale per lungo tempo e a ciò si deve la presenza di importanti palazzi (come il Palazzo del Popolo, dei Signori Sette ed altri) e ardite costruzioni come il singolarissimo Pozzo di San Patrizio.

La Cattedrale in technicolor –

Non meno affascinante la Orvieto medievale e rinascimentale, con i suoi palazzi, le sue torri, le sue chiese: prima tra tutte il Duomo, fra le più belle (se non la più bella) cattedrali gotiche italiane, il cui splendore è pari solo al fascino della storia che vi è legata. Fu, infatti, edificata per volere di papa Urbano IV allo scopo di consacrare il Miracolo del sangue di Bolsena e custodirne la reliquia. La prima pietra fu posta il 13 novembre 1290, con la benedizione di papa Niccolò IV, e la sua costruzione fu completata nel corso di oltre 3 secoli. Sfavillante la sua stupenda facciata ricca di sculture e splendente di mosaici e altrettanto splendido l’interno, ricco di eccezionali capolavori artistici, come la Cappella di San Brizio con gli affreschi del Giudizio Universale realizzati in parte da Beato Angelico ed in parte da Luca Signorelli tra il 1447 ed il 1504, a cui si ispirò Michelangelo per il suo capolavoro nella Cappella Sistina.

Il Miracolo del sangue di Bolsena –

In Duomo, la Cappella del SS. Corporale custodisce il Sacro lino del miracolo di Bolsena. Secondo la tradizione, il sacerdote boemo Pietro da Praga dubitava della verità del mistero della transustanziazione, cioè l’incarnazione del corpo di Cristo nell’ostia consacrata. Un giorno dell’anno 1263, mentre celebrava la Messa presso la tomba di Santa Cristina di Bolsena, delle gocce di sangue stillarono dall’ostia, caddero sul pavimento e sul corporale di lino. Il religioso si recò da papa Urbano IV, che si trovava nella vicina Orvieto, per raccontargli l’accaduto. Le sante reliquie furono portate ad Orvieto e successivamente il Pontefice istituì la festa del Corpus Domini.

I musei e le botteghe artigianali –

Sulla piazza su cui sorge il duomo si affacciano anche i Palazzi papali, che ospitano il Museo dell’Opera del Duomo (di cui fanno parte tesori quali un polittico di Simone Martini, oreficerie, affreschi strappati da chiese orvietane), il Museo Archeologico Nazionale (che conserva importanti reperti provenienti dalle necropoli etrusche e italiche delle vicinanze) e il Museo Emilio Greco. Nel vicino Palazzo Faina si visitano invece il Museo civico e il Museo archeologico Claudio Faina. A Orvieto l’arte non si racconta solo all’interno dei musei, ma anche nelle botteghe artigiane che punteggiano il centro, dove le tradizioni della sua civiltà rivivono e si rinnovano, nelle produzioni tipiche e nell’arte culinaria.

Pozzo di San Patrizio e Orvieto underground –

La quantità di edifici, strade, piazze che si trovano nella città rende incredibile il pensiero che tutto sia costruito al di sopra di un dedalo di gallerie. E l’Orvieto sotterranea è altrettanto affascinante da visitare di quella all’aria aperta, ad iniziare dal Pozzo di San Patrizio, sicuramente una delle meraviglie di Orvieto e probabilmente la più stupefacente, espressione altissima di ingegno ed arte del Rinascimento, della cui singolarità costruttiva ci si può rendere conto solo visitandolo.  Fatto costruire da papa Clemente VII, che si rifugiò ad Orvieto al tempo del sacco di Roma (1527-1528) per garantire alla città il rifornimento d’acqua, è costituito da una canna centrale dotata di finestre, intorno alla quale girano, sovrapposte, due scale elicoidali indipendenti e non comunicanti, fatte di 248 scalini bassi, che potevano essere percorsi da uomini e muli senza intralciarsi, per raggiungere l’acqua che si trovava a 62 metri di profondità. Una specie di torre di Babele alla rovescia, conficcata nella profondità della roccia.Visitabile è anche il Pozzo della Cava, scavato nel tufo per 36 metri pure per volere di Papa Clemente VII, ampliando un pozzo etrusco più piccolo, ancora visibile: è inserito in un suggestivo percorso sotterraneo, ricco di ritrovamenti etruschi, medievali e rinascimentali. E’ possibile far un percorso guidato alla scoperta di Orvieto Underground con partenza da piazza Duomo, alla scoperta di suggestivi resti (fra cui anche colombari e mulini)  attraverso un susseguirsi di gallerie, scale e passaggi inattesi.

Per maggiori informazioni: www.umbriatourism.it
 

Fonte : TgCom