I nomi in corsa per fare i ministri del nuovo governo

Forte del successo elettorale, Fratelli d’Italia punta ad assicurarsi i ministeri chiave del prossimo governo, con Giorgia Meloni in lizza per la presidenza del Consiglio. Mentre sembra che la Lega sarà esclusa da tutti i ministeri collegati alle relazioni internazionali e che lo stesso leader, Matteo Salvini, sarà fuori dagli incarichi di peso. Al massimo potrebbe ottenere un ruolo da vicepremier insieme ad Antonio Tajani, di Forza italia, ma senza deleghe. Alcuni “tecnici” potrebbero assumere la guida della Farnesina, del Viminale e del ministero dell’Economia. Vediamo che nomi e volti circolano in queste ore:

  1. Vicepremier
  2. La presidenza delle Camere
  3. Esteri
  4. Economia e Sviluppo economico
  5. Interno
  6. Difesa
  7. Affari europei
  8. Infrastrutture e Lavoro
  9. Giustizia
  10. Politiche agricole, Scuola e Sanità
  11. Riforme, Rapporti col Parlamento, Pubblica amministrazione
  12. Transizione ecologica, Cultura, Turismo e Sud

Vicepremier

Da quanto si apprende dai giornali, con la certezza ormai prossima di Giorgia Meloni come prima ministra, la coalizione di destra sembra voler affidare a Matteo Salvini e Antonio Tajani il ruolo di vicepremier.

La presidenza delle Camere

Sembra che la guida di un ramo del Parlamento potrebbe essere affidata all’opposizione. Il Partito democratico potrebbe quindi poter mettere un nome alla presidenza della Camera, ma Lega e Forza Italia sembrano non appoggiare questa strategia. Pertanto il ruolo potrebbe essere affidato al leghista Giancarlo Giorgetti, mentre al Senato sarebbe eletta presidente Anna Maria Bernini, di Forza Italia.

Esteri

Alla Farnesina potrebbe salire Elisabetta Belloni, attuale capo dei servizi segreti, o in alternativa l’ambasciatore ed ex rappresentante della Nato in Afghanistan, Stefano Pontecorvo.

Economia e Sviluppo economico

L’economista della Banca centrale europea Fabio Panetta, sognato da Meloni, alla guida del ministero dell’Economia sembra non essere intenzionato a cedere al corteggiamento di Fratelli d’Italia, aprendo la strada a Domenico Siniscalco, ex ministro dell’Economia per i governi Berlusconi. Allo sviluppo economico, invece, potrebbe salire l’ex presidente di Confindustria Antonio d’Amato, oppure Giancarlo Giorgetti.

Interno

All’interno la Lega vorrebbe vedere il proprio rappresentante Matteo Piantedosi, ma è più probabile che venga scelto l’ex prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, in quota Fratelli d’Italia.

Difesa

Alla guida di Palazzo Esercito potrebbero salire Adolfo Urso, di Fratelli d’Italia, ma anche il suo collega di partito Ignazio La Russa, già ministro della Difesa sotto Berlusconi, oppure Antonio Tajani. Si è fatto anche il nome di Guido Crosetto, che con Meloni ha cofondato Fratelli d’Italia, imprenditore nel settore difesa, che tuttavia sarebbe anche in lizza per un ruolo come sottosegretario a Palazzo Chigi.

Affari europei

In questo caso potrebbe essere incaricato il meloniano Raffale Fitto, oppure la berlusconiana Anna Maria Bernini.

Infrastrutture e Lavoro

Alle infrastrutture la Lega vorrebbe Edoardo Rixi. Per il ministero del Lavoro invece è spuntato il nome dell’accademico Luca Ricolfi, quotato anche per l’Istruzione.

Giustizia

Per la guida di via Arenula circola il nome dell’ex pubblico ministero Carlo Nordio, così come quello della leghista Giulia Bongiorno.

Politiche agricole, Scuola e Sanità

Alle politiche agricole sembra papabile il nome dell’ex ministro leghista Gianmarco Centinaio, che ha già occupato la poltrona, all’Istruzione Licia Ronzulli di Forza Italia e alla Sanità l’assessora al welfare della Lombardia Letizia Moratti

Riforme, Rapporti col Parlamento, Pubblica amministrazione

Alle Riforme, a sventolare il vessillo del presidenzialismo, potrebbe essere indicato Marcello Pera, mentre i Rapporti col Parlamento (magari con delega all’attuazione del programma) potrebbero andare a Fratelli d’Italia, con il cognato di Meloni Francesco Lollobrigida o il responsabile organizzazione del partito Giovanni Donzelli. Alla Pubblica amministrazione invece è quotata la leghista Giulia Bongiorno.

Transizione ecologica, Cultura, Turismo e Sud

Anche la Transizione ecologica potrebbe essere assegnata alla Lega, con il nome di Vannia Gava, già oggi sottosegretaria del medesimo ministero, la Cultura verrebbe assegnata a Giampaolo Rossi, ex membro del consiglio di amministrazione della Rai, il Turismo alla forzista Daniela Santanché e, infine, il ministero del Sud e della Coesione territoriale andrebbe al meloniano Edmondo Cirielli.

Fonte : Wired