Oltre Ti Mangio il Cuore: il cinema di denuncia di Pippo Mezzapesa

La passione e la violenza sono i due aggettivi che guidano non solo la trama di Ti Mangio il Cuore, ma anche l’intera proposta cinematografica del suo autore Pippo Mezzapesa. Il regista e sceneggiatore nato a Bitonto non ha mai abbandonato tematicamente la sua terra, scegliendo di raccontarla attraverso storie spesso crude e spietate, gettando una luce anche documentaristica su una regione splendida ma mortificata da criminalità e sfruttamento industriale. La Puglia di Mezzapesa è un gioiello rozzo e sporco, da ripulire per lasciarlo brillare con le luci dei paesaggi e della sua popolazione indefessa, abbandonata alla mercé dei prepotenti da uno Stato apparentemente poco interessato.

L’autore barese torna sui grandi schermi insieme ad Elodie nei prossimi giorni, perché Ti Mangio il Cuore è tra i film in sala di settembre 2022 grazie alla distribuzione di 01 Distribution – mentre Indigo Film e Rai Cinema si sono occupate della sua produzione – dopo essere passato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia (trovate qui i vincitori del 79° Festival di Venezia). Giovedì 22 Settembre, data dell’uscita nelle sale italiane, il pubblico ha avuto l’occasione di tornare tra i tumulti di una terra ammaliante, accompagnato da un regista che ha dimostrato a più riprese di essere votato alla sua restaurazione.

Il cuore della Puglia

Per un giovane autore è indispensabile trovare un nucleo familiare intorno al quale far ruotare le proprie trame, ed infatti il primo lavoro cinematografico di Mezzapesa è Lido Azzurro, un cortometraggio datato 2001 che racconta la stramba e sonnacchiosa domenica di una piccola famiglia della provincia pugliese. Il lavoro riscuote un buon successo all’interno dei festival di settore, spingendo il regista a focalizzarsi sul medium con rinnovata fiducia nei propri mezzi, arrivando a vincere il David di Donatello con Zinanà, la commovente storia di un suonatore di piatti che girovaga nel barese.

L’esplorazione della sua terra continua con diversi corti, mentre nel documentario Mezzapesa trova il formato più giusto per raccontare le tragedie dell’industrializzazione: Produrre Consumare Morire indaga sulle morti sospette riconducibili al Petrolchimico di Brindisi, mentre SettanTA si muove nel quartiere Tamburi di Taranto, afflitto dai fumi tossici dell’Ilva. Sospesa tra realtà e finzione è l’assurda storia di Pinuccio Lovero, un aspirante becchino candidato alle elezioni comunali di Bitonto, che il regista barese racconta prima con Sogno di una Morte di Mezza Estate, e poi con Yes I Can.

I pochi lungometraggi

Prima della pellicola dedicata a questo strambo e macchiettistico personaggio reale, Mezzapesa ha utilizzato il soggetto proveniente da un romanzo di Mario Desiati per sbarcare nel mondo dei lungometraggi: nel 2011 porta infatti sul grande schermo Il Paese delle Spose Infelici, una storia d’amore adolescenziale che si muove all’ombra dello stabilimento siderurgico tarantino, in un binomio straziante tra la bellezza dei sentimenti e l’orribile realtà di una terra devastata. I duri contrasti sono la forza motrice delle storie pugliesi del regista, esplorati anche nel secondo film Il Bene Mio, nel quale Sergio Rubini interpreta l’ultimo abitante di Provvidenza, un paese fittizio distrutto dal terremoto ma che ancora custodisce il ricordo del suo splendente passato.

Riesce dunque naturale a Mezzapesa mettere al centro di ogni singola scena la sua terra natia, tornando a raccontarla con sensibilità e durezza con il prossimo Ti Mangio il Cuore, una pellicola sorretta dallo scontro materiale ed ideologico di due famiglie appartenenti alla criminalità organizzata pugliese (recuperate qui la nostra recensione di Ti Mangio il Cuore). La Sacra Corona Unita è la piaga ancora non sufficientemente raccontata di una regione afflitta da numerosi problemi, ma che cerca di resistere con la testarda ribellione degli abitanti consci delle vaste possibilità offerte dalla loro regione, in un doloroso gioco di scontri che si rivela il terreno fertile nel quale Mezzapesa riesce a far germogliare le sue storie di denuncia.

Fonte : Everyeye