I familiari delle vittime di Jeffrey Dahmer protestano contro la serie Netflix

La serie Monster: The Jeffrey Dahmer Story, appena sbarcata su Netflix, sta facendo parecchio parlare di sé. Molti, infatti, sono incuriositi come spesso accade quando si raccontano le storie di serial killer e personalità borderline che riescono per molto tempo a sfuggire alla giustizia nonostante compiano i più efferati crimini. Essendo una serie firmata da Ryan Murphy, autore geniale ma dal gusto estremamente patinato (basta pensare a un suo progetto precedente come Ratched), alcuni hanno tuttavia notato come la storia sia raccontata estetizzando la figura di questo assassino seriale, interpretato con grande maestria ma anche con un fascino ambiguo da Evan Peters, con commenti che si dicono addirittura “nauseati” dalla visione. A scagliarsi contro questa produzione sono però soprattutto i famigliari delle vittime dello stesso Dahmer, che si dicono scandalizzati dalla spettacolarizzazione che la serie offre.

Eric Perry, cugino di Errol Lindsey, diciannovenne ucciso da Dahmer nell’aprile 1991 dopo una tortura terrificante che prevedeva dell’acido muriatico versato in un foro nel cranio, ha scritto su Twitter: “Non sarò io a dire cosa le persone devono guardare, so che il genere true crime va forte, ma se siete interessati davvero alle vittime, sappiate che la mia famiglia è molto contrariata”, per poi aggiungere: “Vuol dire rivangare il trauma ancora e ancora, e a che pro? Di quanti film/serie/documentari abbiamo bisogno?”. Perry ha anche mostrato un’immagine della sorella di Errol, Rita Isbell, che nella serie si vede mentre ha un crollo emotivo durante il processo.

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La stessa Isbell, in un articolo scritto per il sito americano Insider, ha scritto: “Non sono mai stata contattata dalla serie. Penso che Netflix avrebbero dovuto chiedere come ci sentivamo riguardo al progetto. Non mi hanno chiesto nulla, l’hanno semplicemente realizzata”. In effetti questo non è il primo progetto che è stato realizzato sulla figura di Jeffrey Dahmer, una figura così sadica e complessa che ha affascinato molti filmmaker: Jeremy Renner, l’Hawkeye dei film Marvel, gli aveva dato il volto nel film Dahmer del 2002, così come Ross Lunch aveva fatto in My Friend Dahmer del 2017, per non parlare dei numerosi documentari come Jeff del 2012 e Conversations With a Killer: The Jeffrey Dahmer Tapes, uscito sempre su Netflix. Ogni volta, per chi ha vissuto molto da vicino quelle efferatezze e quelle perdite, è un trauma che si rinnova.

Fonte : Wired