2Cellos bye bye Europa, l’ultimo concerto di Luka e Stjepan all’Arena di Verona

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Un silenzio lieve come i venti dell’Est, insinuante e affascinante, accoglie i 2Cellos in una maestosa Arena di Verona stipata di gente per l’ultima data europea della loro storia artistica. Il pubblico subito si accende e la conferma da parte di Luka Šulić e Stjepan Hauser che che è davvero l’ultimo show in Europa muove la commozione e nonostante un illusorio maybe…promettono comunque canzoni romantiche: “Ciao belli, a doppo!”. Friggono le corde e d’altra parte le strade non hanno un nome e così deve essere, è un po’ l’epica di questi tempi, riletta dagli U2… Where the streets have no name. I giochi di luci ricordano le acrobazie in piscina dell’indimenticata Esther Williams. Loro sono simbolo di fratellanza al centro del palco. Ma è insondabile cosa borbotti nei loro cuori. In fin dei conti è un addio e The Castel on The Hill è un frenetico assalto a un fossato che straripa di ricordi. Cercano conferme gigioneggiando: “The show is good?”. Poi creano pathos col loro italiano claudicante ma seducente e le inquadrature sui volti e sulle mani hanno un non so che di mistico, lancinante ed estatico, che si esalta con sguardi e labbra che sono come un alfabeto morse. E poi, a dirla tutta, non importa molto la scaletta, la fascinazione è figlia di una empatia unica, che anche se sta esalando le sue ultime note, sembra non distaccarsi dalla storia. Gli applausi arrivano anche dal palco, il pubblico è fantastico. Scenderebbero le lacrime a Michael Jackson…in questa serata dolcemente triste. O tristemente dolce.

Eccola la batteria ed ecco gli Ac/Dc di Thunderstruck, un portento di energia, un segnale forte che la magia vibra e che ci porta in un clima di festa…popopopo…è Seven Nation Army, una scarica di elettricità potente quanto il respiro di questo luogo ultra millenario. Mi domando solo perché tutti rimangono composti al loro posto: questa è una versione anarchica e deve destabilizzare. Psichedelica, lisergica la versione di Voodoo People dei Prodigy. Promettono rock’n’roll e sono di parola. D’altra parte, basta l’attitudine per spargerlo nell’aria come se uscisse da un turibolo. Finalmente qualcuno mette in tasca il cellulare e si alza per ballare. Questo è il rock’n’roll, energia e vita…tanto ci sarà sempre qualcuno, a uno sputo da te, che preferisce archiviare un video che da dopodomani non guarderà più e lo posta anche per te. Meno video e più rock, questa una lezione made in 2Cellos. Satisfaction è tra il pubblico e questa volta, giuro, I (really) get satisfaction e ha una coda lunghissima, demoniaca, paradisiaca e sonora, col pubblico invitato a duettare (più forte) con loro. A proposito il brano dei Rolling Stones per l’anagrafe è del 1965. Il tempo di un respiro e c’è I’m back in black accompagnato da una grafica che evoca Keith Haring: sembra di essere risucchiati dalle immagini. Il finale è una vibrazione, è un respiro lungo, un sussulto di poesia. I 2Cellos hanno smesso di cavalcare il rock! Halleluja.

Fonte : Sky Tg24