Piano regolatore, verso una modifica a 14 anni dall’approvazione: le novità chiave

La strada è ancora lunga, ma sono state poste le prime basi concrete per elaborare una prima proposta di modifica delle norme tecniche attuative del piano regolatore generale di Roma Capitale, dopo 14 anni dall’approvazione. Ad annunciarlo è stato l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia. 

Il percorso per modificare le norme d’attuazione del Prg

Negli scorsi mesi in commissione, presieduta dal consigliere civico Tommaso Amodeo, sono andate avanti numerose audizioni di associazioni e realtà operanti su tutti i territori del comune. “Adesso siamo nelle condizioni di elaborare una prima proposta – conferma Veloccia mentre si trova alla festa del parco di Tor Marancia riaperto dopo 10 anni – e tali modifiche favoriranno un maggiore snellimento delle procedure e daranno una prima risposta alle problematiche e criticità riscontrate negli anni sull’applicazione di alcune specifiche norme”. 

Semplificazione parola d’ordine del nuovo piano regolatore

La parola d’ordine sarà semplificazione. “Gli uffici hanno tenuto conto delle osservazioni di imprenditori, professionisti e associazioni – continua l’assessore – e stanno elaborando una proposta al fine di semplificare le procedure del Prg e risolvere le problematice emerse già dal 2008”. Inoltre, fa sapere Veloccia “è stato formalizzato il gruppo di lavoro composto da tecnici dell’amministrazione capitolina ed esperti esterni – spiega – che dovrà, invece, avviare una più importante rivisitazione complessiva del Piano in funzione delle nuove esigenze di aggiornamento del Piano anche nell’ottica delle modifiche normative prodotte a livello nazionale”.

I punti cardine delle modifiche sotto esame

Tra i punti di discontinuità con il passato che dovrebbero emergere dal lavoro della commissione capitolina urbanistica, degli uffici dipartimentali e dal gruppo di lavoro ad hoc possiamo citare, secondo quanto emerso, innanzitutto una maggiore flessibilità nei cambi di destinazione d’uso, poi la semplificazione nella realizzazione dei servizi pubblici e impianti sportivi in aree private destinate a verde e servizi (un esempio è l’ex parcheggio di via Homs al quartiere Africano, chiuso a giugno 2022) e la facilitazione della cessione compensativa al posto degli espropri. In sostanza quest’ultimo punto prevede il pagamento da parte dell’amministrazione pubblica di un corrispettivo (per la cessione dell’area) in volumetria (diritto edificatorio) o in aree in permuta, anzichè in denaro come avverrebbe tanto nel caso in cui l’area fosse acquisita bonariamente, quanto nel caso venisse espropriata. 

Fonte : Roma Today