Beast Recensione: Idris Elba combatte contro un leone in un action riuscito

Per molti sapere che in Beast c’è Idris Elba che combatte un leone a mani nude potrebbe essere un motivo più che valido per andare a vedere la pellicola al cinema, uno dei film in sala a settembre 2022. Ma in realtà, e forse sorprendentemente visti i presupposti dell’opera, nella storia scritta da Jaime Primak Sullivan e diretta da Baltasar Kormákur, già dietro la macchina da presa per racconti al massimo dell’adrenalina come Everest del 2015 e Resta con me, c’è anche qualcosa di più. Non moltissimo, ma pur sempre qualcosa di più, che vi mostriamo intanto in una clip esclusiva proprio con Idris Elba in Beast e che andiamo a sviscerare nella nostra recensione.

Famiglia vs Natura selvaggia

Il film è ambientato in Sud Africa, nella riserva di Monapi all’interno del parco nazionale Kruger, luogo di nascita dell’ex moglie scomparsa da poco del protagonista Nate Samuels (Idris Elba) e madre delle sue due figlie Meredith (Iyana Halley) e Norah (Leah Sava Jeffries).

Quello che doveva rivelarsi un semplice soggiorno, magari un momento per questo nucleo famigliare per ritrovare una propria stabilità, si rivela però un safari messo a repentaglio dalla presenza di una bestia enorme e arrabbiata. Un leone a cui è stato ucciso il branco e per questo pronto a sbranare qualsiasi essere vivente gli si trovi davanti. Una caccia impari tra i personaggi e questo animale furioso che tenterà di farli a pezzi in qualsiasi modo. Un viaggio all’interno di un territorio che sa essere incredibilmente ostile e in mezzo a cui Nate con le sue figlie dovrà trovare la salvezza; fisica e, forse, anche emotiva. Nella ricerca di una doppia chiave di lettura nella prospettiva di cosa si deve fare e come si può sopravvivere alle avversità della vita, Beast colloca leone feroce e ostilità all’interno della famiglia quasi al medesimo piano.

Certamente gli artigli del felino sanno essere assai più dolorosi e laceranti, almeno alla prima impressione, ma le distanze sofferte che Nate e le figlie avranno imposto tra di loro finiranno per scoppiare e poi restringersi nell’istante in cui cercheranno di mantenersi vivi a dispetto della superiorità e della brama di sangue del loro nemico. Una dualità per una pellicola dal concept semplicissimo – l’uomo che affronta l’ingerenza della natura – e che sa inserire al centro del proprio cuore la riscoperta di un legame genitoriale che si era spezzato e che le avversità riusciranno a risanare.

Beast e un “pericolo” da vivere al cinema

Beast, dunque, soddisfa tanto sia per la sua messinscena che lo sviluppo umano raggiunto alla fine dai suoi protagonisti. Nella linearità di un’avventura composta principalmente da scene di lotta e di fuga dei personaggi, intenti a difendersi dalle zanne pronunciate del leone, l’opera si avvale di scene effettivamente piene di tensione e condite da alcuni jumpscare che non infastidiscono affatto la visione, ma anzi restituiscono il senso di spaesamento di Nate e delle ragazze. La consapevolezza che quello che li sta attendendo è un animale, il re della foresta, ma che Beast è in grado quasi di trasformare nella mente dei personaggi e, quindi, degli spettatori, rendendolo un essere ancor più spaventoso perché mai visto così folle e omicida.

Un effetto che richiama l’insegnamento de Lo squalo e rimanda – seppur di poco – la comparsa del leone, che continua comunque a fare paura anche quando diventa completamente visibile. Dando dinamicità alla regia, mai ferma e anche lei in constante ricerca di un posto sicuro da cui poter riprendere con interezza le scene, nonché avvalendosi di un gruppo di interpreti in grado di suscitare davvero la sensazione di insidia che la situazione richiede, Beast è un film su una minaccia che non si vorrebbe mai affrontare, ma che si ha il piacere di vivere nella sicurezza della sala. Un’opera dedita all’intrattenimento più esagerato e consapevole di esserlo. Una prova di resistenza per gli interpreti, mentre il pubblico sperimenta il rischio stando seduto su di una poltrona, il posto migliore in cui potersi godere lo spettacolo.

Fonte : Everyeye