C’è tempo fino al 31 ottobre per ricevere i rimborsi del cashback

È stato prorogata fino al 31 ottobre la scadenza per recuperare i rimborsi del programma cashback non ricevuti per via dell’Iban mancante o errato. Lo ha comunicato il ministero dell’Economia e delle finanze (Mef). Introdotto nel 2020 dall’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte come parte del Piano Italia Cashless – un più ampio piano pensato per incentivare l’utilizzo di carte e applicazioni di pagamento elettronico in chiave anti-evasione e per favorire lo sviluppo di un sistema di transazioni digitale – il cashback è stato successivamente bloccato dal presidente del Consiglio attuale Mario Draghi, e si è concluso il 31 dicembre 2021. 

Come funzionava il cashback

Tramite il meccanismo del cashback – previa iscrizione – era possibile ricevere un rimborso del 10% sugli acquisti effettuati con strumenti elettronici e a fronte di un numero minimo di 50 transazioni valide a semestre. Non c’era un importo minimo di spesa, ma c’era un importo massimo di 1.500 euro di spesa a semestre. Il valore massimo del rimborso per il semestre era stato fissato a 150 euro. Oltre 6 milioni di italiani hanno beneficiato del cashback, e secondo alcune stime, la spesa per lo Stato per il 2021 è stata di 1,75 miliardi di euro. Quella per il 2022 si sarebbe invece aggirata intorno ai 3 miliardi di euro, una cifra ritenuta eccessiva dal presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha quindi deciso di interromperla. Alcuni dei rimborsi su spese risalenti al 2021 devono tuttavia ancora arrivare. 

Come verificare che l’Iban sia corretto

Secondo l’ultima legge di bilancio, il programma di cashback si è concluso – come detto – il 31 dicembre 2021. Tuttavia, in caso di mancato rimborso, è ancora possibile rimediare tramite l’applicazione di servizi pubblici Io, alla quale si accede tramite le credenziali Spid o la Carta d’identità elettronica. Nella sezione “Portafoglio” dell’applicazione, i partecipanti iscritti al programma possono premere sulla carta del cashback e verificare se l’Iban inserito e il conto corrente sul quale si desidera ricevere il bonifico sono corretti. Entro 90 giorni l’utente riceverà un messaggio tramite l’applicazione sullo stato del rimborso. 

Il Mef precisa che i pagamenti dei rimborsi sono in corso di dimissione. Per questo motivo, se l’Iban non sarà inserito correttamente entro il 31 ottobre, non sarà più possibile garantire il rimborso.

Fonte : Wired