Cassia Bis, l’incubo è finito: terminato il primo stralcio dei lavori

L’incubo è finito, almeno fino al prossimo cantiere. Durante la notte tra il 22 ed il 23 settembre, verranno rimossi i cantieri lungo la Cassia Veientana, meglio conosciuta semplicemente come Cassia Bis. Anas, che ha cominciato le operazioni di rimozione già il 20 settembre, ha fatto sapere, in una nota, di aver ultimato il primo stralcio dei lavori per la sostituzione delle barriere spartitraffico, un’opera che aveva gettato nel caos la zona, ostaggio del traffico e di code chilometriche.

Cassia Bis ad una corsia

I lavori, che in questa prima fase sono stati eseguiti nel tratto tra l’innesto del Grande Raccordo Anulare ed il km 1,100 in corrispondenza del ponte sul fiume Cremera, hanno comportato il restringimento della carreggiata. La conseguenza sono state ingorghi che hanno esasperato gli automobilisti romani. Una situazione di tale disagio che, anche a seguito di una serie di incontri con i rappresentanti del XV Municipio, ha spinto Anas a mettere il piede sull’acceleratore e a concludere i lavori in anticipo rispetto alla data prefissata del 23 novembre.

Lavori svolti di notte

Nonostante i lavori venissero svolti di notte, la riduzione della carreggiata aveva paralizzato il traffico in quel quadrante del quindicesimo. Anas aveva previsto l’istallazione di un cantiere mobile, per un tratto di solo 500 metri, per il quale si era resa necessaria la chiusura al traffico delle corsie di sorpasso, garantendo invece il transito della circolazione solo lungo le corsie di marcia. Tutte scelte che non erano state concordate con gli amministratori del XV Municipio.

Nessun coinvolgimento del XV Municipio

Daniele Torquati, infatti, era stato molto duro con Anas. I lavori, aveva fatto sapere in una nota il presidente del quindicesimo, non erano stati concertati con l’amministrazione, “che invece ha l’assoluta necessità di concordare con largo anticipo interventi così invasivi. Un’occasione mancata che avrebbe permesso al Municipio di poter ragionare insieme ad Anas sulle tempistiche e le modalità di svolgimento dei lavori e sulla tipologia, trovando magari insieme delle soluzioni alternative e meno impattanti sul traffico veicolare. Una questione di metodo – spiegava Torquati – che avevamo affrontato in occasione della riunione per l’ultimazione dei lavori del costone di via Flaminia, convocata subito dopo il mio insediamento e che aveva portato alla ridefinizione del cantiere da fisso a mobile”.

Fonte : Roma Today