Cosa si intende quando si parla di tumore alla gola e quali sono i sintomi

Il conduttore Daniele Bossari ha raccontato sul suo profilo Instagram di essersi sottoposto a chemioterapia e radioterapia all’ospedale San Raffaele di Milano per un tumore alla gola. “Voglio ringraziare i medici e lo staff dell’Ospedale San Raffaele di Milano, la mia famiglia e gli amici che con pazienza mi sono stati vicini in tutti questi mesi, dandomi la forza di affrontare questa battaglia. Avrò modo di dirvi tutto, perché penso che la condivisione del racconto dia conforto a chi sta passando momenti delicati simili al mio, e allo stesso tempo mi aiuta ad alleggerirmi”. 

Le forme di tumore

Il termine tumore alla gola è generico e può riferirsi a forme tumorali diverse. Le due principali sono il cancro alla faringe o alla laringe, e fanno parte più generalmente dei tumori della testa e del collo. Complessivamente, in Italia vengono colpite circa 10 mila persone all’anno e con una netta prevalenza del sesso maschile. Secondo stime del 2020, ogni sono circa 5 mila i nuovi casi di tumore alla laringe negli uomini e 500 le donne, e nel 95 per cento riguarda persone sopra i 40 anni. Il tumore alla faringe ha un’incidenza simile ma registra un tasso di mortalità maggiore. Faringe e laringe sono due canali rivestiti della stessa mucosa (o epitelio) formata da cellule squamose, che costituiscono la principale sede di formazione del tumore.

Sintomi e fattori di rischio

Non si tratta di tumori molto diffusi, ma i sintomi, a differenza dei tumori della bocca, della lingua o delle corde vocali, possono essere confusi con lievi malesseri e ritardare molto la diagnosi. Fra questi, i più comuni sono il mal di gola persistente, l’ostruzione nasale o, più frequentemente, la comparsa di linfonodi al collo che vengono avvertiti dal paziente al tatto. Nel caso di tumori delle corde vocali, invece, si verifica spesso un’alterazione della voce, cosa che li rende diagnosticabili molto più precocemente. I fattori di rischio, sia per i tumori della laringe che della faringe, sono principalmente l’abuso di fumo e alcol. Secondo l’American Cancer Society, le persone che fumano e bevono molto hanno una probabilità circa 30 volte superiore di sviluppare il cancro orofaringeo rispetto a quelle che non lo fanno e hanno una probabilità molto maggiore di sviluppare il cancro laringeo. Altri due fattori di rischio specifici provengono da due virus: l’Epstein barr per i tumori del rinofaringe e il papilloma virus (Hpv) per i tumori dell’orofaringe.

Le terapie

Come per altre forme tumorali, la cura dipende dall’estensione e dal tipo di tumore sviluppato. Oggi le terapie impiegate sono generalmente molto efficaci oggi perchè consentono di guarire più del 50 per cento dei pazienti. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, in Italia, è circa del 60 per cento. Nel caso in cui il tumore sia causato dal virus dell’Hpv, poi, guarisce circa il 90 per cento dei pazienti e può essere prevenuto anche facendo il vaccino contro il papilloma virus.

Nel caso in cui il tumore della laringe è circoscritto, è possibile rimuoverlo chirurgicamente e, solo nei casi più gravi, si rende necessaria l’asportazione di tutto l’organo e delle corde vocali. Nel caso di tumore alla laringe, invece, si procede principalmente con radioterapia e chemioterapia. Anche per questi tumori, la ricerca sta procedendo verso terapie farmacologiche nuove anche nell’ambito dell’immunoterapia.

Fonte : Wired