Dimissioni Doria, il minisindaco delle Torri replica: “Non ho usato nessuno, tutto chiaro fin dall’inizio”

“Non ho usato nessuno. Sapeva fin da subito che sarebbe stato un collaboratore a titolo gratuito”. Con queste parole Nicola Franco, minisindaco del municipio Roma VI delle Torri, ha voluto replicare alle parole del dimissionario Marco Doria apparse in un’intervista pubblicata sulle pagine del nostro giornale nell’articolo Dopo il proiettile in municipio Marco Doria si dimette: “Io usato dal presidente Nicola Franco”. 

L’ex delegato ai rifiuti e all’ambiente di viale Cambellotti – già delegato alla tutela dei parchi e delle ville storiche con la giunta Raggi – martedì, ha ricevuto una busta da lettera contenente un proiettile da caccia avvolto in fogli di carta: la missiva è stata lasciata sulla scrivania dell’usciere al primo piano. Si tratta del quarto atto intimidatorio nei suoi confronti in soli cinque mesi: Doria è arrivato a Tor Bella Monaca lo scorso febbraio e dal primo marzo un’ordinanza di Franco disponeva la sua ‘collaborazione a titolo gratuito’ del presidente del Municipio. Da allora ha fatto sopralluoghi, segnalazioni e richieste. Roma Today ha visionato documenti protocollati e firmati da Doria – come delegato all’ambiente e rifiuti e a doppia firma con il minisindaco. 

Lei ha chiesto di replicare alle parole di Doria. Perché?
Perché non è assolutamente così, io non ho usato nessuno. Doria sapeva fin da subito che il suo sarebbe stato un incarico di collaboratore a titolo gratuito, per il quale lui stesso si è proposto. C’è un’ordinanza protocollata che lo sancisce.

Cioè? Non è stato lei a cercarlo?
No. Ci siamo incontrati per caso e mi ha detto che siccome sapeva che stavamo facendo un buon lavoro sui rifiuti al sesto municipio voleva darci una mano gratuitamente, io non lo conoscevo, lui mi ha raccontato la sua storia. E siccome non abbiamo fondi, non abbiamo personale, ho accettato. Chi più di lui avrebbe potuto darmi una mano. 

Quindi, cosa faceva Doria per il Municipio?
Era un consulente come gli altri, come previsto dall’articolo 26 del regolamento del municipio. Lui era un collaboratore a titolo gratuito alle dirette dipendenze del presidente del municipio, su base fiduciaria. 

La delega ai rifiuti è ancora sua?
La delega è sempre stata mia. Ho sentito dire di ‘assessorati promessi’, ma non è mai accaduto. Intanto, perché mancherebbe una donna nel rispetto delle quota rosa ma soprattutto perché la delega è mia e ho dichiarato che l’avrei tenuta io fino a fine consiliatura. 

Doria ha mai firmato atti?
Lui non può firmare atti e non ha accesso al protocollo. Andava sul territorio a verificare le segnalazioni e mi forniva una relazione di quanto accaduto. 

Noi abbiamo visionato richieste firmate e protocollate a sua firma
Ripeto, non aveva accesso al protocollo. Ma verificherò. Se esiste un protocollo si è appoggiato agli assessorati. Sulle richieste di intervento mi dava una mano.

Lei però più volte, anche su Facebook, lo ha definito ‘delegato’.
Non è il termine esatto, se l’ho fatto ho sbagliato. Era un collaboratore. 

Si è preso due settimane di tempo per accettare le dimissioni. Che farà?
Il proiettile è una minaccia troppo forte, quindi abbiamo concertato insieme un suo passo indietro per non mettere a rischio l’incolumità dei dipendenti, cosa che poi ha rivendicato anche sul suo profilo. Gli ho chiesto di evitare di venire fino a che non metto in sicurezza il municipio. È una scelta condivisa. Per questo mi fa rabbia leggere la parola ‘usato’. Non ho utilizzato proprio nessuno, ribadisco, non sono andato a cercarlo ma lui si è proposto. Lei avrà letto che sulla sua pagina Facebook Doria ha rettificato spiegando i veri motivi.

Il riferimento del presidente è a un commento che l’ex delegato ai rifiuti ha scritto su Facebook in cui spiega: “Mi dimetto perché non ci sono più le condizioni per andare avanti, è il quarto episodio che subisco in Municipio e non sono stati mai presi seri provvedimenti; quindi, per non mettere in pericolo tutte le persone che lavorano all’interno del Municipio stesso e la popolazione che quotidianamente vi si reca, ho deciso di fare un passo indietro”. Per dovere di cronaca, chi scrive non ha ricevuto nessuna richiesta di rettifica delle dichiarazioni pubblicate. Non solo. È lo stesso Doria a condividere sul suo profilo Fb il nostro articolo scrivendo: “Per diritto di cronaca e per fare chiarezza una volta per tutte”. 

Per l’accaduto le è arrivata la solidarietà di Gualtieri ma non dei vertici di Fratelli d’Italia, che è il suo partito. Perché?
Mi è arrivata la solidarietà di molti, di Corrotti, di Santori, di Matone. Qualcuno del centrodestra lo ha fatto. Ho apprezzato la telefonata di Gualtieri, di Catarci, dei presidenti del Municipio e di altri. Ma non rispondo delle azioni di altri. 

Non è rimasto deluso?
La telefonata a cui ho dato più valore è stata quella del Prefetto che mi ha assicurato che le indagini stanno andando avanti. 

Mi scusi se insisto. Ma lei è l’unico presidente di centrodestra a Roma, arriva un proiettile nel municipio che amministra e i vertici del suo partito (Fratelli d’Italia ndr) non le esprimono solidarietà? Mi riferisco a Meloni, Rampelli soprattutto. 
Ripeto, alcuni del centrodestra lo hanno fatto. Chi non lo ha fatto probabilmente sarà impegnato nelle varie città d’Italia con la campagna elettorale. Davanti a questi atti, la politica fa la sua parte ma sono le forze dell’ordine a svolgere un lavoro chiave.

Fonte : Roma Today