Il campo rom chiude a novembre, ma il bando affida la depurazione delle acque per 16 mesi

Il campo rom dovrebbe prepararsi a chiudere i battenti entro novembre. Eppure il Campidoglio affida a terzi l’installazione e gestione di un depuratore delle acque fognarie sull’area per ben 16 mesi. Parliamo di Castel Romano, del villaggio attrezzato che il Comune promette di smantellare da due anni e che, non solo è ancora aperto, ma – carte alla mano – sembra destinato a restarlo per tempi più lunghi del previsto. 

Un nuovo depuratore

Dallo scorso 16 agosto è on line un bando per l’affidamento, tramite un accordo quadro, del servizio di “noleggio, installazione e messa a regime di un depuratore per il trattamento dei reflui a servizio del villaggio della solidarietà di Castel Romano, situato in via Pontina”. L’importo è di 213mila 572 euro, della durata di 16 mesi, comprensivo di tutte le operazioni di trasporto, scarico e posizionamento dei gruppi di pompaggio, allaccio alla condotta fognaria e alla linea elettrica, collaudo e ottenimento delle varie autorizzazioni. E fin qui, nulla di strano. Provvedere alla gestione di impianti simili nei pressi dei campi rom della città (quelli che hanno l’allaccio in fogna), rientra nella normale amministrazione. Quel che non torna sono le tempistiche, alla luce del fatto che il Comune, stando a documenti che RomaToday ha consultato e agli annunci fatti dagli amministratori, sta lavorando in parallelo per smantellare lo stesso campo. 

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Perché i tempi non tornano

Con un altro bando pubblicato a marzo 2022, il Campidoglio ha infatti affidato a enti del terzo settore – per un importo di 350mila euro – il servizio di sgombero delle 128 famiglie rom presenti nella baraccopoli (circa 600 abitanti tra uomini, donne e bambini) e loro ricollocazione in valide alternative abitative per un tempo lungo 255 giorni, otto mesi. Tradotto, entro novembre circa, il campo rom dovrebbe essere chiuso. Una scelta del sindaco Gualtieri di portare avanti quando già fatto da Virginia Raggi, che lo ha preceduto sgomberando una porzione di campo, la cosiddetta “area F”, tra agosto 2020 e marzo 2021, che però non deve essere stata comunicata nei dettagli al dipartimento Lavori pubblici. 

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Nessuna indicazione al Simu 

Capiamo meglio. Nell’estate del 2020, la Regione Lazio emise un’ordinanza per ordinare la bonifica del campo dai rifiuti abbandonati e continuamente dati alle fiamme, oltre che per il ripristino dei due depuratori presenti e da tempo mal funzionanti. Le immagini di bambini intenti a giocare nei liquami sparsi sul terreno fece scoppiare il caso. Partirono un’indagine della polizia locale per danni ambientali – il campo è ancora sotto sequestro – , il su citato sgombero dell’area F (la più critica) e in parallelo il dipartimento Simu procedette con un affidamento diretto a un privato, per l’installazione di un nuovo depuratore mobile, fino al 31 dicembre dello stesso anno.

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“Non avendo ricevuto indicazioni in merito al cronoprogramma per il superamento dei villaggi stessi”, spiega il dipartimento nelle determina a contrarre dell’ultimo bando, sono seguiti otto affidamenti diretti identici al primo. Dopodiché, “nella prospettiva di dover continuare a garantire il servizio di depurazione delle acque reflue per un tempo molto lungo” si è arrivati prima a una manifestazione d’interesse e ora al bando per l’accordo quadro. Il tempo però non dovrebbe essere “molto lungo”. Dovrebbero piuttosto mancare pochi mesi. Interpellato sulla questione, con la richiesta di poter essere messi al corrente di aggiornamenti circa l’iter di chiusura di Castel Romano, il Campidoglio non ha fornito risposte. 

I campi rom nell’era Gualtieri

Per quanto riguarda in generale la chiusura dei campi rom della città, l’assessora alle Politiche sociali Barbara Funari sta lavorando al piano definitivo che porterà, è la promessa, al superamento di tutte le baraccopoli presenti in città. Secondo quanto lei stessa ha annunciato in un’intervista rilasciata al nostro giornale, dovrebbe essere pronto in autunno. I mesi estivi, fino a settembre, sono serviti per raccogliere le proposte dal tavolo di coprogrammazione di cui fanno parte associazioni e onlus selezionate tramite bando. Nel frattempo però, “per garantire – come spiegato da Funari – continuità assistenziale alle famiglie”, si è andati comunque avanti con il piano dell’ex sindaca Virginia Raggi, pubblicando sempre la scorsa primavera un altro bando per la chiusura dei campi di Candoni, Salviati e Lombroso entro il 31 dicembre 2022. Continuando ad applicare anche l’opzione del bonus affitto fino a 10mila euro per consentire alle famiglie di trovare una casa sul mercato privato. Una strada già percorsa da Raggi che ha presentato più di una falla. 

Fonte : Roma Today