300, perché l’addio di Leonida a Efialte è in realtà un grave insulto?

Efialte è un personaggio che, nel corso di 300, tiene costantemente i nostri sentimenti nei suoi confronti in bilico tra la pena, la rabbia e il disgusto: lo spartano deforme con il sogno di entrare nel glorioso esercito della città greca è infatti senza dubbio una vittima, ma riesce a trasformarsi in velenoso carnefice con le sue azioni.

Come sicuramente ricorderete, dopo aver visto per l’ennesima volta Leonida rifiutare i suoi servigi Efialte si reca infatti da Serse, svelando ai persiani la strada migliore per accedere alle Termopili cogliendo di sorpresa il temibile, per quanto sparuto, esercito spartano.

Proprio il tradimento di Efialte ci permette di cogliere un aspetto importantissimo della mentalità spartana: nel momento in cui Leonida, ormai rassegnatosi alla morte, congeda il suo concittadino traditore, il re di Sparta gli augura infatti di vivere per sempre. Un augurio? Tutt’altro! Per gli spartani, questo non è altro che il peggior insulto possibile!

Pur con i suoi difetti (qui trovate un approfondimento sugli errori presenti in 300), il film di Zack Snyder riesce infatti a trasmettere ai propri spettatori l’ossessione degli spartani per la morte in battaglia, vista come unico finale degno per la vita di un guerriero. Vivere per sempre, insomma, vuol dire per uno spartano portare avanti una vita priva dell’onore figlio solo del valore dimostrato in battaglia.

Una vera e propria maledizione, dunque, più che un augurio: ma questo dovrebbe essere piuttosto chiaro a chiunque abbia visto il film tratto dalla graphic novel di Frank Miller. Auguri e maledizioni a parte, comunque, scriveteci pure nei commenti il vostro parere su 300!

Fonte : Everyeye