Povertà, a due passi da piazza Navona riapre la casa della carità

Tornano attivi i servizi della casa di carità di via di Panico 12, intitolata a don Pietro Sigurani “il prete degli scartati”, fondatore del centro, scomparso due mesi fa. 

Dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 15 e il sabato dalle 8 alle 13 i volontari e le volontarie dell’associazione “Nè oro nè argento” accolgono chi ha necessità di fare colazione, lavare e asciugare i propri vestiti, farsi una doccia. Allo stesso tempo riapre anche la ensa di via Monterone 85, dalle 11.30 alle 14 dal lunedì al sabato. 

“Non ci sarà più lui, con la sua faccia da nonno amorevole – spiega Samuele, presidente dell’associazione –  che ti accoglie con una carezza o uno schiaffetto amichevole per dirti che dovresti cambiare vita ma che comunque ti vuole bene lo stesso. Ci sono – aggiunge – però i tanti volontari e volontarie che lo hanno accompagnato in questa missione, con volti sorridenti che, nonostante l’amarezza per la scomparsa, continuano ad accogliere dal lunedì al sabato sia nella mensa di via Monterone che nel centro di accoglienza di via di Panico i tanti amici poveri”.

“La carità si fa con la carità – conclude Samuele – come diceva don Pietro. Si fa quindi senza contributi pubblici, solo con le offerte.  Un altro insegnamento di don Pietro è che bisogna aiutare tutti, nessuno escluso, nel soddisfare sia bisogni primari e fisiologici come il cibo, le docce e il vestiario, ma anche e soprattutto bisogni sociali e spirituali, con l’ascolto, l’accoglienza e l’amicizia”.

Pietro Sigurani è morto il 4 luglio scorso a 86 anni. Fino al mese di giugno 2021 è stato rettore della basilica di Sant’Eustachio dove ha aperto il ristorante dei poveri e nel 2018 la casa della misericordia. Ha operato anche in Tunisia. 

Nella basilica, situata tra la Camera ed il Senato, in una delle zone più esclusive della Capitale, grazie all’iniziativa di Don Sigurani oltre 100 persone hanno potuto trovare ogni giorno qualcosa da mangiare. Dal primo al dolce ed al caffè perché, come aveva ricordato lo stesso prete in un’intervista rilasciata a TV2000, “la pasta e la carne sfamano lo stomaco, ma il dolce sfama il cuore, dice ‘sono contento che sei venuto’ ”. Un obiettivo che veniva quotidianamente raggiunto grazie alle donazioni ricevute dai fedeli.

Fonte : Roma Today