Covid, report Gimbe: 15 milioni ancora senza quarta dose

Secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, ad aspettare ancora la somministrazione della quarta dose sarebbero ancora 15 milioni di over 60. Secondo la stessa Fondazione, il nuovo richiamo andrebbe effettuato “subito. È inutile e rischioso aspettare i vaccini aggiornati”, commentano. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)

A chi spetta la quarta dose

Secondo quanto disposto dal ministero della Salute lo scorso 11 luglio, coloro interessati a ricevere la quarta dose sarebbero oltre 17,1 milioni di persone. Di queste, 1,87 milioni non sarebbero eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni. Difatti, le suddette dosi, devono essere effettuate dopo almeno 120 giorni dalla terza dose (primo richiamo), o dall’infezione post terza dose. Gli ultimi dati aggiornati, risalenti al 31 agosto, mostrano che sono state effettuate circa 2.258.934 di quarte dosi, con una media di circa 9.904 somministrazioni al giorno, in calo del 5% rispetto la settimana precedente, dove ne erano state somministrate 10.427.

Le parole di Nino Cartabellotta

“Di fatto rimane un lontano miraggio il target di 100mila somministrazioni fissato il 13 luglio scorso dalle linee di indirizzo dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale. In base alla platea ufficiale – che comprende 17,1 milioni di persone, di cui quasi 5,5 milioni di 60-69enni, 4,4 milioni di 70-79enni, quasi 3,7 milioni over 80, 3,4 milioni di pazienti fragili e 88mila ospiti di Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti -, aggiornata al 27 luglio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 17,3%, con nette differenze regionali: dal 6,5% della Provincia Autonoma di Bolzano al 33,1% del Piemonte”, ha commentato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Che aggiunge: “Aumentano le persone a rischio di malattia grave: al 31 agosto si contano ben 15,2 milioni senza quarta dose, oltre a 892 mila non vaccinati, 1,88 milioni senza terza dose. Con la stagione autunnale in arrivo è necessario accelerare al massimo la vaccinazione di over 60 e fragili, senza attendere i vaccini ‘aggiornati’ per i quali – tra l’altro – non esistono ancora prove di efficacia nel prevenire la malattia grave, sulla quale il ‘vecchio vaccino’ rimane un’arma eccellente”.

Fonte : Sky Tg24