Di Stefano, l’ex Casapound ancora oscurato su Fb porta Zuckerberg in tribunale

Simone Di Stefano bloccato su Facebook, il candidato di Alternativa per l’Italia si sfoga su Twitter: “Zuckerberg fuori dalla legge”

Facebook si schiera nuovamente contro l’estrema destra. Simone Di Stefano, ex leader di Casapound e ora candidato alle prossime elezioni con Alternativa per l’Italia, ha visto il proprio account sul social network venire bloccato e oscurato nel giro di poche ore. Tra l’altro, il partito con cui Di Stefano è candidato insieme a Mario Adinolfi ha esso stesso una propria pagina Facebook, non ancora toccata (per ora) dalla mano punitiva del patron Zuckerberg.

Così, il candidato Simone Di Stefano ha deciso di portare il proprio grido di protesta su Twitter, dove invece il suo account non ha subito alcuna restrizione.

“Nell’arco di 12 ore, la pagina è stata chiusa arbitrariamente dall’azienda Meta di Mark Zuckerberg, adducendo motivazioni incredibili: che io sarei una persona pericolosa, legata ad associazioni estremiste. Nei fatti, ha escluso la mia candidatura dalla sua piattaforma. Questo pone Facebook al di fuori della legge: se la mia candidatura va bene per il ministero dell’Interno e per la magistratura italiana, Facebook non può escludermi. Diverse sentenze hanno già dimostrato che Facebook non può operare in questo modo in Italia”.

Ma i dissapori tra Zuckerberg e Di Stefano non sono nuovi. Infatti, nel corso del 2019 c’è stata una profonda battaglia (anche legale) tra Casapound e Facebook.

Vista la grande ascesa del movimento nei mesi precedenti e la sua radicata attività sui social network, Facebook (ora Meta), nelle more di un provvedimento più ampio, aveva deciso di oscurare, insieme alla pagina di Casapound, i profili di Gianluca Iannone, presidente del partito, dei due vice Marco Clemente e Andrea Antonini, dell’ex segretario Simone Di Stefano e di Carlotta Chiaraluce. Non solo, sempre in quel periodo vennero bloccate le pagine di altri movimenti politici (anche Forza Nuova, ad esempio) estremisti di destra.

Nella prima parte del 2020, la battaglia legale portata avanti da Casapound nei confronti del social network di Zuckerberg ebbe i suoi frutti. Effettivamente, la giustizia italiana chiese a Facebook di riattivare il profilo di Casapound che, attualmente, risulta essere ancora visitabile.

Iscriviti alla newsletter
Fonte : Affari Italiani