Minori in difficoltà, il Campidoglio investe 2 milioni di euro per nuovi centri d’accoglienza

Il dipartimento politiche sociali e salute di Roma Capitale vuole aprire 24 posti d’accoglienza dedicati ai minori in situazioni di difficoltà e minori stranieri non accompagnati. La gara per l’affidamento del servizio è stata pubblicata a fine luglio sul portale Tutto Gare, la scadenza delle offerte è prevista il 19 settembre con l’apertura delle buste il 17 ottobre, per un impegno di spesa totale che supera i 2 milioni e 300mila euro. 

L’obiettivo è quello di aprire centri di pronta accoglienza nei territori di tutti i municipi, divisi in due lotti: il primo comprende I, II, X, XI, XII, XIII, XIV e XV, il secondo i municipi III, IV, V, VI, VII, VIII, IX. Le strutture saranno messe a disposizione da chi si aggiudicherà la gara. 

Destinatari dei centri saranno minori dai 6 ai 18 anni in situazioni di abbandono o urgente bisogno di ospitalità e protezione, centri di pronta accoglienza diffusi sul territorio capitolino. Comunità educative, normate dalla legge regionale 41 del 2003. La gestione avrà una durata biennale, fino al 31 dicembre 2024, con l’obiettivo di iniziare a gennaio 2023. “Il servizio di accoglienza viene attivato a seguito di richiesta formulata alla Sala Operativa Sociale da parte delle forze dell’ordine – si legge nella progettazione del servizio che accompagna la gara – o su input della unità operativa ‘Protezione persone di minore età’. I centri operano 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno, comprese le festività e garantisce l’accoglienza giornaliera di massimo 12 minori, programmando le uscite, in coordinamento con l’unità, in modo che ci siano sempre posti per i nuovi arrivati, e adattandosi alla variabilità dei flussi”.

In questo modo il Campidoglio vuole fornire assistenza ai minori che si trovano in attesa di soluzioni più adeguate, garantendo loro vitto, alloggio, cura, protezione e regolarizzazione amministrativa. Un progetto breve ma qualificato sul piano affettivo, educativo e relazionale. Negli alloggi, distribuiti sui 15 municipi, troveranno accoglienza non solo minori stranieri non accompagnati (MSNA) ma anche minori italiani che vivono in famiglia ma vengono allontanati e non possono essere subito riaffidati.

“Abbiamo voluto predisporre per i minori non accompagnati un’accoglienza in luoghi piccoli e più famigliari – commenta a RomaToday l’assessora alle politiche sociali e della salute, Barbara Funari – con personale qualificato in grado di rispondere alle loro esigenze. E’ un segnale importante nella direzione di riuscire ad  uscire dalla logica di aprire posti in emergenza, grandi e poco dignitosi”.

Fonte : Roma Today