Ritorna la leva militare obbligatoria? Idee confuse nel centrodestra

Dopo quasi vent’anni dalla sospensione della leva militare obbligatoria l’argomento ritorna in campo in occasione della campagna elettorale per le elezioni politiche del 25 settembre 2022. A tirare in ballo la ‘naja’ il leader della Lega Matteo Salvini, dichiarando di essere favorevole al ritorno “di un annetto di servizio militare per i nostri ragazzi e ragazze, magari su base regionale, perché non ha molto senso mandare quelli di Catania a Milano o L’Aquila a Torino. Sarebbe un momento formativo: credo sia un passo avanti quello di insegnare ai giovani che non esistono solo i diritti ma anche i doveri – ha argomentato Salvini – Si tratta di un periodo in cui ti si insegna qualche cosa, il rispetto delle regole, la Protezione Civile o il pronto soccorso, credo sia necessario”. La leva militare obbligatoria potrebbe davvero tornare in Italia? Facciamo un passo indietro prima di rispondere a questa domanda.

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Il servizio militare obbligatorio è stato sospeso nel 2005

La leva militare obbligatoria per i cittadini maschi italiani nasce con la Costituzione. L’articolo 52 recita così:

“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici”.

A metà degli anni ’90 il servizio militare obbligatorio inizia ad essere messo in discussione con i governi D’Alema I e Amato II, poi nel 2004 si è arrivati alla decisione finale, sotto il governo Berlusconi IV. La “legge Martino” ha così sospeso il servizio militare obbligatorio, a far data dal 1° gennaio 2005. Ad oggi, dunque, l’esercito italiano è formato solo da volontari professionisti.

Per reintrodurre la leva obbligatoria in Italia, di fatto bisognerebbe modificare il “Codice dell’ordinamento militare”, ovvero il testo che nel 2010 ha sostituito la “legge Martino”. Per il momento solo il leader della Lega Salvini si è espresso a favore di un ritorno della naja, quindi la cosa appare alquanto improbabile, anche perché all’interno della coalizione di centrodestra l’argomento sembra essere divisivo. 

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Servizio militare obbligatorio, idee confuse nel centrodestra

La proposta lanciata da Matteo Salvini di reintrodurre la leva obbligatoria non sembra trovare ampio consenso tra politici e  militari, nemmeno all’interno della stessa coalizione di centrodestra. Prima di tutto va segnalato che nel programma presentato da FdI, Lega e Forza Italia non c’è nessun riferimento ad una possibile reintroduzione della leva militare obbligatoria. Secondo poi solo qualche giorno fa Silvio Berlusconi aveva ricordato ai giovani elettori italiani: “Siamo stati noi, dopo 70 anni, ad abolire il servizio militare obbligatorio che gli ha regalato un anno di libertà per lavorare o per studiare”. Insomma, sull’argomento leva militare obbligatoria così come sulla flat tax, le idee nella coalizione di centrodestra sembrano essere piuttosto confuse.

Contrario ad un ritorno della leva militare obbligatoria anche il ministro della difesa Lorenzo Guerini che giudica la proposta di Salvini come una “estemporaneità da campagna elettorale. La leva obbligatoria è stata senza dubbio un elemento importante nella storia del Paese, fungendo anche da strumento di unificazione nazionale, ma riproporla oggi significa avere una visione decisamente datata che non risponde minimamente alle esigenze militari del nostro tempo”.

Un ritorno della leva militare obbligatoria non sembra entusiasmare neanche i militari, convinti della bontà del modello professionale. “La leva militare obbligatoria è un palliativo che non risolverebbe i problemi del comparto difesa italiano: arruolare giovani impreparati rischia anzi di creare complicazioni organizzative nei Comandi in un momento delicato per la difesa internazionale”, ha dichiarato Antonio Nicolosi, segretario generale di Unarma, sindacato dell’Arma dei Carabinieri. Il generale Paolo Capitini, ha invece ricordato che “l’esercito non è una specie di riformatorio che raddrizza i giovani”.

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Fonte : Today