Caro bollette, ipotesi dad un giorno a settimana. Il no degli studenti: “Che non diventi normalità”

31 Agosto 2022

Collettivi, movimenti e associazioni studentesche si oppongono alla dad: “Ci sono soluzioni alternative, la dad crea e aumenta le differenze fra studenti”.

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Non ne hanno mai fatto un segreto: per loro la dad, didattica a distanza, non è mai stata un’alternativa percorribile e l’idea che quello davanti allo schermo possa diventare un appuntamento settimanale fisso non piace agli e alle studenti. L’idea che mette d’accordo tutti, nei licei e nelle scuole superiori di Roma, da Osa Opposizione Studentesca d’Alternativa alla Rete degli Studenti Medi fino ai collettivi dei singoli licei, come il Ferdinando Agnini dell’Orazio o il Collettivo Virgilio dell’omonimo liceo è chiara. La didattica a distanza doveva essere una misura d’emergenza: non può e non deve diventare la normalità.

Un nuovo anno scolastico al freddo

Introdurre la didattica a distanza per uno o due giorni a settimana non risolverebbe comunque il problema del caro bollette: “Si prospetta un anno al freddo – hanno dichiarato a Fanpage.it studenti di Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa – Nelle scuole si parla di abbassare le temperature di due gradi: non sembra molto, eppure gli impianti di riscaldamento già dallo scorso anno non garantivano i 18 gradi minimi”.

Il problema esiste già da tempo e quest’anno rischia di inasprirsi nel corso dell’inverno romano. Nonostante il rientro a scuola quasi completamente privo di indicazioni antiCovid, è consigliato arieggiare spesso le aule: riaprire le finestre, però, porterebbe soltanto più freddo nelle classi.

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Le mancanze della scuola

Al rientro in classe manca pochissimo, eppure restano ancora tante, probabilmente troppe, domande senza risposta. La scuola è in ritardo: mancano i docenti di ruolo, mancano i mediatori culturali per i ragazzi e le ragazze arrivati dall’Ucraina e mancano anche soluzioni per la crisi energetica.

“La situazione è in continuo peggioramento: si sta avverando quello che temevamo. La dad sta diventando un metodo per sopperire alle mancanze della scuola: legittimarne l’utilizzo, vorrebbe dire normalizzare e acuire le differenze fra gli studenti che vivono in buone condizioni economiche e quelli delle classi più popolari e contribuire alla crisi della scuola italiana – hanno aggiunto da Osa – Il diritto allo studio viene sacrificato per la guerra e il prezzo più alto lo stanno pagando gli studenti, con la dad e il rincaro sull’energia.”

Le privazioni, hanno proposto a Fanpage.it dalla Reti degli Studenti Medi, dovrebbero avvenire invece in altri settori del Paese: “Basti pensare all’industria delle armi per cui i consumi sono molto elevati e in cui, però, si continua ad investire costantemente – hanno spiegato – La didattica a distanza ha inasprito le differenze: spesso molti non hanno dispositivi, internet o anche una propria stanza per seguire le lezioni e questo ha influito molto sulla crescita del numero di ragazzi e ragazze che ha deciso di lasciare la scuola”. La dad un giorno a settimana non si salva neppure da un punto di vista didattico: “Qualora si scegliesse un giorno preciso per la dad, gli insegnamenti programmati da orario in quel determinato giorno risentirebbero della mancanza di continuità e si rischia un calo di preparazione nella materia. Chi la scuola la vive tutti i giorni e non si limita soltanto a parlarne deve prendere in considerazione anche quest’altro problema”.

Un caro prezzo per le bollette e l’ambiente

Anche dal liceo Orazio gli e le studenti hanno le idee chiare: “Scegliere di impostare la dad un giorno alla settimana può portare dei vantaggi all’economia del Paese, ma potrebbe diventare un peso per l’economia domestica – hanno spiegato a Fanpage.it dal Collettivo Ferdinando Agnini del liceo classico Orazio – Quello che risparmia la scuola, ricadrebbe sui consumi delle singole famiglie: come la pandemia ha dimostrato, soprattutto nei casi di quelle più numerose o meno abbienti, ci sono già problemi nell’acquistare gli strumenti adatti. Eravamo contenti per il rientro in classe, ma venire a conoscenza di questa possibilità ci ha rattristato: i difetti della dad sono sempre più delle qualità.” Il problema energetico, inoltre, non è una novità: “A proposito del ritorno, il 23 settembre, delle manifestazioni dei Fridays for Future ci siamo chiesti perché non si sia mai pensato al sabato in dad come ad un modo per diminuire i gas nocivi nell’atmosfera – hanno aggiunto dall’Orazio – Questo, però, lo sapevamo già: l’ambiente e la scuola vengono sempre messi in secondo piano“.

Ormai è troppo tardi, ma sarebbe bastato fare le scelte giuste per evitare il peggio: “L’idea di utilizzare la dad come soluzione per il caro bollette è comprensibile soltanto in parte – ha dichiarato a Fanpage.it uno studente del Collettivo Ludus del liceo Righi – Nella mia scuola già prima del Covid si era pensato di investire sulle energie sostenibili, in particolare con l’installazione dei pannelli solari, ma non abbiamo trovato supporto da nessuno, neppure dalla preside”. E ha ricordato le condizioni in cui seguivano le lezioni lo scorso anno: “Alle 14 si spegnevano i termosifoni e alle 15 già c’erano dieci gradi, con le finestre chiuse. Si moriva di freddo: le palazzine sono vecchie, gli infissi perdono, i muri e i soffitti non sono isolati, ci sono infiltrazioni ovunque e le caldaie sono vecchie di almeno 20 anni. Sono anni che si parla di modernizzare i sistemi energetici delle scuole, ma non si fa niente. Tutti i problemi che continuano a presentarsi nella scuola, tranne forse quelli relativi alla condizione psicologica degli studenti, sono un risultato di scelte che sono state fatte in passato”.

La dad è davvero una soluzione?

Alle condizioni attuali tutte e tutti gli studenti sembrano schierarsi contro la dad, anche per un solo giorno a settimana: “Il rischio è che, come spesso accadeva negli anni scorsi, la dad possa essere utilizzata per lezioni nozionistiche e i giorni in classe come appuntamenti per verifiche e compiti in classe, sfavorendo l’aggregazione fra studenti e lo scambio di idee e mettendo in difficoltà le famiglie con l’acquisto di strumenti idonei – hanno aggiunto, infine, dal Collettivo Virgilio dell’omonimo liceo – Sono anni che vengono richiesti sacrifici alla scuola: non pensiamo che il sabato in dad possa risolvere il problema. Almeno non così, senza un programma vero, trasparente e consapevole organizzato senza dimenticarsi del benessere degli e delle studenti”. Gli studenti parlano chiaro: adesso sarà compito delle scuole provare ad ascoltarli.

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Fonte : Fanpage