Vespa orientalis a Roma, si moltiplicano gli interventi. L’emergenza sbarca in Campidoglio

Sono decine gli interventi che, nel corso dell’ultimo mese, sono stati dedicati a rimuovere i nidi di vespa orientalis. Il calabrone, considerato più aggressivo rispetto alla specie europea, viene avvistato sempre più frequentemente dai romani.

I calabroni ed il Campidoglio

Ormai le operazioni di rimozione dei nidi, secondo quanto apprende RomaToday, impegnano con una certa frequenza anche i volontari della protezione civile. Tra le tante chiamate ricevute dai cittadini allertati per i calabroni, molte delle quali concentrate nel settore sud est della città (in via Annio Felice, al parco degli Acquedotti, ed in via Ughelli all’Appio Latino) ce n’è stata una più particolare. La richiesta d’intervento, in quel caso, è stata inoltrata il 29 agosto dalla polizia locale alla protezione civile per levare proprio un nido di “vespe asiatiche” presenti al Colle Capitolino.

E d’altra parte le “orientalis”, hanno attirato l’attenzione del Campidoglio anche a prescindere dai favi che vanno rimossi. “Nella serata di martedì 30 agosto sono stato contattato dal dipartimento tutela ambientale di Roma Capitale che mi ha chiesto di collaborare con il comune, partecipando ad un apposito ‘tavolo di lavoro’ che sarà presto attivato” ha annunciato a RomaToday Andrea Lunerti, l’etologo che per primo aveva annunciato la presenza di questi calabroni in città.

Tanti interventi in un solo mese

Nel corso dell’ultimo mese, anche Lunerti è stato ripetutamente chiamato ad eliminare i favi. “Sto perdendo il conto, ma credo di essere intervenuto una quindicina di volte. La zona dove le vespe orientalis sono maggiormente concentrate è Monteverde, ma ho svolto interventi anche a piazza Vittorio ed ora sto andando a Villa Pamphilj” ha spiegato Lunerti, esperto nella cattura di ogni genere di animali, dalle vipere alle tartarughe azzannatrici.

Chi è Andrea Lunerti

Il ruolo dei rifiuti

Cosa ha determinato la diffusione di questi calabroni in città? “Non è ancora chiaro il motivo per cui molti favi siano stati segnalati a Monteverde. Per quanto riguarda la loro espansione, è sicuramente dovuta alla presenza dei rifiuti. Le orientalis, come anche le vespe cabro europee, sono insetti che oltre le api predano anche i ditteri come le mosche ed i tafani. Nel cercarli, s’imbattono nei rifiuti che lasciamo in giro” ha chiarito Lunerti “ed è questo un fattore che altera la selezione naturale di queste specie, rafforzando la possibilità di riproduzione di queste colonie, che così trovano più facilmente nutrimento”. 

Una storia già sentita per altre specie animali che hanno finito per il proliferare in città, dai gabbiani ai cinghiali. Un tema su cui il Campidoglio dovrà ragionare, con il tavolo di lavoro di prossima attivazione, se si vuole evitare che il 2023 diventi l’anno dei calabroni orientali.
 

Fonte : Roma Today