La difficile trattativa per vendere Ita

Si sblocca la trattativa per la cessione di Ita Airways, la compagnia aerea di bandiera dell’Italia nata sulle ceneri di Alitalia. Nella giornata di mercoledì 31 agosto il ministero dell’Economia e delle finanze – che è ufficialmente il proprietario della compagnia – ha comunicato che sarà avviato un negoziato per la cessione di Ita con un consorzio formato dal fondo Certares e le compagnie aeree Delta e Air France-Klm.Alla conclusione del negoziato in esclusiva, si procederà alla sottoscrizione di accordi vincolanti solo in presenza di contenuti pienamente soddisfacenti per l’azionista pubblico”, ha fatto sapere il ministero in una nota. Quella della cessione di Ita è una questione di cui si discute ormai da mesi, da quando a febbraio il governo guidato da Mario Draghi ha approvato la privatizzazione della compagnia tramite un decreto. Da allora ci sono state diverse trattative, ma finora non si era mai arrivati a un punto così avanzato della trattativa.

Chi sono i compratori

Fondata nel 2012, Certares è un fondo di investimenti che controlla oltre 10 miliardi di dollari e opera già da tempo nel settore dei viaggi e del turismo. Delta Airlines è invece una delle principali compagnie aeree statunitensi. Fondata nel 1925, è tra le compagnie aeree storiche del paese e gestisce circa 5.400 voli al giorno in tutto il mondo.  Air France-Klm, nata dalla fusione della compagnia aerea francese Air France e dalla compagnia aerea olandese Klm, è al momento uno dei vettori aerei più grandi al mondo. Questo consorzio era già da tempo all’interno della trattativa, e adesso sembra essere arrivata la svolta decisiva.  

Com’è l’offerta

I dettagli non sono stati ancora divulgati ufficialmente, ma trapela che circa il 41,1% della compagnia andrebbe a Certares, il 9,9% a Air France, il 4% a Delta, e il restante 45% resterebbe al ministero dell’Economia. La nota del ministero precisa che l’offerta del consorzio guidato da Certares “è stata ritenuta maggiormente rispondente agli obiettivi fissati dal Dpcm”. Oltre all’aspetto monetario, il decreto della presidenza del Consiglio fissa altri criteri, tra cui garanzie su hub nazionali, occupazione e governance, che l’offerta preliminare del consorzio evidentemente rispetta maggiormente.

Chi erano gli altri in campo 

L’altra offerta è stata avanzata dal consorzio composto dalla società di navigazione Mediterranean shipping company (Msc) – compagnia italo-svizzera fondata da Gianluigi Aponte nel 1970 e leader nel settore – e dalla compagnia aerea tedesca Lufthansa. Offerta che per il momento non è stata ritenuta sufficientemente adeguata.

Che succede adesso

La situazione è in bilico, perché resta da capire se un governo dimissionario come quello di Mario Draghi – ormai in carica solo per il “disbrigo degli affari correnti” – possa cedere la compagnia aerea di stato a meno di un mese dalle elezioni politiche, o se invece sarà necessaria l’approvazione del governo che si insedierà dopo il 25 settembre. Ita sostiene che la privatizzazione sia parte degli “affari correnti”, e che quindi sia necessario concludere la vendita il prima possibile, indipendentemente da chi sieda a Palazzo Chigi. 

Ciò che è sicuro è che prolungare ulteriormente le trattative presenta non pochi rischi con l’Unione europea. Se la cessione venisse rimandata per troppo tempo e il ministero dell’Economia dovesse conservare il 100% della compagnia, allora i soldi pubblici investiti – finora 720 milioni di euro – potrebbero configurarsi come aiuti di stato e l’Italia potrebbe finire in procedura d’infrazione.

Fonte : Wired