In Francia il fisco usa un algoritmo di Google per scovare le piscine abusive

In Francia le autorità fiscali hanno scovato migliaia piscine private non dichiarate grazie all’intelligenza artificiale, recuperando un totale di quasi 10 milioni di euro in tasse precedentemente evase. Il sistema – sviluppato da Google in collaborazione con la multinazionale di information technology Capgemini – è in grado di incrociare le piscine rilevate tramite immagini aeree con i database catastali e segnalare le incongruenze. La tecnologia è stata introdotta in via sperimentale lo scorso anno in nove regioni francesi, e in pochi mesi ha identificato 20.365 piscine irregolari. In Francia le tasse sugli alloggi sono calcolate in base al valore totale della proprietà. Di conseguenza, non dichiarare una piscina può evitare centinaia di euro in pagamenti aggiuntivi ai proprietari di case. Il Guardian ha calcolato che una tipica piscina da trenta metri comporta una tassa di circa 200 euro all’anno. 

Lunedì 29 agosto le autorità hanno fatto sapere che il sistema sarà esteso a tutto il paese nel corso delle prossime settimane. L’ufficio delle imposte sta anche cercando un modo per adattare la tecnologia ad altri fabbricati non dichiarati, come per esempio le verande. “Stiamo prendendo di mira le estensioni delle case, in particolare le le verande, ma dobbiamo essere sicuri che il software sia in grado trovare edifici con un’estensione ampia e non il canile o la casetta per bambini“, ha detto a un giornale locale Antoine Magnant, vicedirettore generale delle finanze pubbliche francesi.

Ovviamente il sistema non è ancora perfetto. Lo scorso aprile è stato calcolato che il software ha ancora un margine di errore del 30%, tant’è che ancora adesso a volte rileva i pannelli solari come piscine e non riesce a individuare le piscine che sono in ombra o non perfettamente visibili a causa della vegetazione. Tuttavia ci sono grossi margini di miglioramento, dato che la tecnologia è solo alla seconda fase della ricerca. Nonostante le imperfezioni, le autorità fiscali sperano che grazie all’estensione del sistema a tutto il paese sarà possibile collezionare circa 40 milioni di euro in nuove tasse dalle piscine solo nel 2023. Nell’attesa che la tecnologia sia adattabile anche ad altre estensioni irregolari.

Fonte : Wired