Smart working, il nuovo piano non è ancora pronto e i sindacati scrivono a Gualtieri

Giovedì 1° settembre i dipendenti capitolini torneranno a lavoro quasi completamente in presenza, se non per un giorno e non per tutti. La prospettiva è legata alla mancata attuazione del POLA, il piano operativo sul lavoro agile introdotto da un recente decreto governativo. Approvato in giunta comunale a fine luglio, doveva essere seguito dalle linee guida, ma ad oggi 30 agosto questo non è successo e anche i sindacati chiedono una proroga di 30 giorni del lavoro agile.

Le fasi di applicazione dello smartworking 

Il lavoro da remoto nel 2020 era stato esteso al 50% delle giornate lavorative, almeno per i dipendenti la cui prestazione fosse compatibile. Dopo la fine dell’emergenza sanitaria, il comune aveva deciso di prolungare la modalità fino all’11 aprile, per poi introdurre dei cambiamenti, ovvero lo smart working due giorni non consecutivi fino a fine giugno. A luglio il Campidoglio decise di lasciare la facoltà ai dipendenti di restare a casa un solo giorno. 

Cosa comporta il nuovo piano operativo

Adesso la nuova normativa stabilisce che il ritorno al lavoro da remoto sia regolamentato da un contratto che gli enti sottoscrivono singolarmente con i dipendenti. Lo scopo è che almeno il 15% venga coinvolto, dando priorità ai caregiver (coloro che si occupano di familiari malati), alle persone con disabilità e ai genitori di minori sotto i 12 anni. Ogni comune, però, deve stabilire dei parametri e renderli noti. Se non è stato fatto, probabilmente, è perché si attendono disposizioni dal Parlamento: “Nell’attesa della prevista adozione di disposizioni legislative e contrattuali – si legge nel documento firmato dall’ormai ex capo di gabinetto e dai delegati delle principali sigle sindacali diffuso il 29 luglio – Roma Capitale ritiene che l’attuazione del lavoro agile richieda un atto regolamentare che dettagli i principi percettivi alla base dell’istituto, da adottare in un momento successivo dell’entrata in vigore della nuova disciplina contrattuale”. 

La lettera dei sindacati a Gualtieri

Ma il 29 agosto FP Cgil Roma e Lazio, Cisl FP Roma Capitale e Rieti, Uil Fpl Roma e Lazio hanno scritto al sindaco Gualtieri e al direttore del dipartimento risorse umane sottolineando il ritardo nell’applicazione del POLA e chiedendo una proroga fino al 30 settembre poiché “si registrano forti ritardi nell’applicazione di quanto previsto dal piano operativo” anche perché l’atto deliberativo sul POLA “è stato reso pubblico solo il 25 agosto e la conseguente circolare applicativa non risulta pervenuta”. 

Civica Raggi: “Figuraccia dell’amministrazione”

“L’attuale amministrazione colleziona un’altra figuraccia”. A dichiararlo è Antonio De Santis, assessore al personale ai tempi della giunta Raggi e attuale consigliere della civica in assemblea capitolina. “Dopo politiche indefinite, silenzi e inadempienze – continua – il prossimo 1° settembre sarebbe dovuto partire l’atteso piano operativo sul lavoro agile. Il clamoroso ritardo nell’applicazione di quanto previsto lascia molti dipendenti senza riferimenti, nell’incertezza assoluta. Anche secondo i sindacati permane l’impasse, ulteriore segnale della scarsa attenzione posta su questo tema dall’amministrazione”. 

Fonte : Roma Today