Colombo, Unicef: i bambini ‘pagano il prezzo più alto’ della crisi economica

Le famiglie non riescono a garantire tre pasti al giorno e la maggior parte non sa quando consumerà il prossimo pranzo. Secondo l’agenzia Onu la stessa situazione potrebbe presentarsi in alti Paesi dell’Asia meridionale. Save the Children e il dipartimento Usa per l’Agricoltura hanno inviato 3mila tonnellate di cibo.

Colombo (AsiaNews) – La malnutrizione tra i bambini dello Sri Lanka è la più alta dell’Asia meridionale: secondo l’Unicef sono infatti soprattutto i bambini e le bambine più poveri e vulnerabili a pagare “il prezzo più alto” della crisi economica.

Sempre più famiglie non riescono a garantire tre pasti al giorno ai propri figli a causa dell’aumento dei prezzi degli alimenti di base, tra cui il riso. La maggior parte dei bambini salta la cena, a volte la colazione, e non sa quando potrà consumare il prossimo pasto. I 22 milioni di abitanti dello Sri Lanka sono sotto la morsa di una crisi economica senza precedenti: secondo la Banca mondiale lo Sri Lanka è il quinto Paese con la più alta inflazione al mondo dopo dopo Zimbabwe, Venezuela e Turchia, mentre il Libano è in testa alla classifica.

Per l’Unicef l’emergenza dello Sri Lanka è un monito per gli altri Paesi dell’Asia meridionale che sono sull’orlo di una crisi economica. Le Nazioni Unite stimano che il 50% dei bambini dello Sri Lanka necessiti di un qualche tipo di assistenza umanitaria. Al momento circa 10mila bambini sono affidati a istituti, perché le famiglie non riescono a prendersene cura ma le strutture non offrono il sostegno necessario allo sviluppo dell’infanzia. 

Il direttore dell’Unicef per l’Asia meridionale, George Laryea-Adjei, dopo aver visitato il Paese è convinto che l’emergente insicurezza alimentare abbia intensificato i problemi sociali che già affliggevano la nazione insulare. L’attuale situazione favorirà ulteriormente la malnutrizione, la povertà, le malattie e le morti precoci. Laryea-Adjei ritiene che “i bambini debbano essere messi al centro della soluzione mentre il Paese lavora per risolvere la crisi”.

Se l’attuale tendenza dovesse continuare, analisti politici ed economici hanno spiegato ad AsiaNews che i bambini dello Sri Lanka “rischiano di essere oppressi” e la loro situazione potrebbe peggiorare nel prossimo futuro. È quindi necessario che organizzazioni internazionali come l’Onu e l’Unicef “intervengano” per investire nella resilienza dei cittadini srilankesi contro la crisi economica.

Gli Stati Uniti, attraverso il dipartimento dell’Agricoltura e in collaborazione con Save the Children, hanno donato 320 tonnellate di piselli ai bambini dello Sri Lanka come parte di una donazione più ampia di 3mila tonnellate di cibo.

A causa della crisi valutaria che ha portato al default sul debito estero, lo Sri Lanka ha annunciato ad aprile di quest’anno la sospensione del rimborso del debito estero che ammonta a circa 7 miliardi di dollari. Altri 25 miliardi di dollari di debito sarebbero in scadenza nel 2026. La crisi economica ha messo in difficoltà milioni di persone, che ora faticano ad acquistare non solo cibo, ma anche medicine, carburante e altri beni di prima necessità.

(Foto Unicef/Laknath)

Fonte : Asia