Ma esattamente come si vota il 25 settembre?

Tanto per rendere le cose più facili e comprensibili a elettori ed elettrici, il Rosatellum è un sistema misto sia maggioritario che proporzionale. Il 37% dei deputati e dei senatori è eletto con il sistema maggioritario nei collegi uninominali, il 61% è eletto con un sistema proporzionale nei collegi plurinominali e il 2% con il voto all’estero. In totale 147 seggi alla Camera e 74 al Senato verranno assegnati con il maggioritario, mentre i restanti 245 e 122 con il proporzionale. Infine, altri 8 rappresentanti alla Camera e 4 al Senato verranno eletti con il voto degli italiani e delle italiane all’estero mediante il sistema proporzionale con voto di preferenza su base circoscrizionale.

Collegi uninominali e proporzionali

Il territorio italiano è diviso in 28 circoscrizioni elettorali: 14 coincidono con una regione, mentre le restanti a una o più province delle 6 regioni più popolose. A ogni regione, a seconda del numero di abitanti, sono assegnati un numero variabile di collegi plurinominali e per ogni collegio plurinominale sono indicati uno o più collegi uninominali.

Per esempio la circoscrizione Toscana, per la Camera, ha tre collegi plurinominali. Il primo (Toscana 01) comprende tre collegi uninominali: Massa, Lucca e Prato. Al collegio plurinominale ogni partito candida in ordine di preferenza al massimo quattro nomi. Al collegio uninominale i partiti della stessa coalizione si mettono d’accordo per indicare un solo nome. Gli elettori e le elettrici di Massa avranno dunque sulla scheda gli stessi nomi di Lucca e di Prato per il plurinominale, ma nomi diversi per l’uninominale.

Liste bloccate

Per i seggi distribuiti tramite il sistema proporzionale partiti o coalizioni non presentano un solo candidato (come nei collegi uninominali del maggioritario), ma una serie di candidati elencati in una lista bloccata. Questo termine sta a indicare che elettori ed elettrici non possono esprimere preferenze, cioè non possono decidere il nome del candidato o della candidata che preferiscono. Il giorno delle elezioni si potranno quindi votare solo le persone già scelte dalle segreterie dei partiti e inserite nelle liste bloccate.

Questo sistema serve per assicurare un seggio a una figura politica, in un collegio dove il partito è certo di vincere, inserendo il suo nome in quel collegio anche se il rappresentante o la rappresentante non hanno nulla a che fare con quel territorio. In questo modo i partiti si assicurano l’elezione di personaggi di rilievo, ma incentivano la distanza tra rappresentanti ed elettorato. Infatti i parlamentari non hanno più bisogno di essere connessi con il collegio di appartenenza e convincere decine di migliaia di persone a scrivere il proprio nome e cognome, per venire eletti.

Come si vota?

Il giorno delle elezioni, per la prima volta nella storia dell’Italia, tutte le persone con più di 18 anni di età si troveranno davanti una scheda elettorale per la Camera e una per il Senato. A questo punto si potrà votare tracciando una croce o sul nome del candidato o della candidata all’uninominale o sul nome del partito scelto.

Fonte : Wired