De Ketelaere si è preso il Milan, stregando San Siro con giocate alla Kakà: “E può crescere ancora”

28 Agosto 2022

Alla sua prima da titolare, davanti a un san Siro tutto esaurito, Charles De Ketelaere non ha fallito l’appuntamento personale con la gloria. Ha conquistato tutti: tifosi, compagni e Stefano Pioli.

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CDK, Charles De Ketelaere: è questo l’acronimo e il nome che da sabato notte sta facendo volare in alto i cuori rossoneri, dopo averlo visto all’opera a San Siro nella terza giornata di campionato contro il Bologna. Il ragazzino di Bruges, solamente 21 anni compiuti lo scorso marzo, è stato schierato titolare da Stefano Pioli sulla trequarti a ridosso dell’unica punta Giroud e sulla linea con Leao e Messia. Risultato? messaggio forte e chiaro per chi voleva un Milan ancora involuto nella testa e nelle gambe dopo l’opaca prestazione di Bergamo: vittoria perentoria, ritorno in vetta alla classifica, con una stella nascente già consacrata al calcio italiano.

Venti minuti contro l’Udinese, trenta a Bergamo con l’Atalanta, sessanta (da titolare) contro il Bologna: in questi dati si riassume l’ascesa fulminea di De Ketelaere all’interno del Milan con il neo arrivato che ha scalato, bruciandole, le gerarchie iniziali di Pioli che gli aveva preferito le caratteristiche oramai ben conosciute ai più di Brahim Diaz. poi, la scelta di dare al ragazzo la chance perfetta per mostrare quanto potesse dare: a San Siro, nel match contro il Bologna arrivato dopo una prestazione opaca contro l’Atalanta che aveva offerto il fianco a immediate critiche e perplessità.

Risultato? Una prestazione maiuscola del numero 90 rossonero sulla trequarti, fatta di personalità, qualità ma soprattutto di giocate che hanno fatto spellare più di una volta le mani ai tifosi rossoneri che sono corsi con la memoria ai fasti andati, di quando un altro ventunenne si affacciò in rossonero per poi prendersi la scena e diventare uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, il brasiliano Ricardo Kakà.

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Al di là di facili paragoni, per Charles De Ketelaere la partita di San Siro contro il Bologna è stata bagnata dalla consacrazione e dalla certezza di avere un puro talento da dover coltivare e sfruttare al meglio. Se per i tifosi è facile sognare, per Stefano Pioli vige l’assoluto pragmatismo che però a fine gara nelle dichiarazioni post vittoria, fa trapelare la soddisfazione di avere tra le mani qualcosa di più di un semplice giocatore: “Ha già fatto vedere molte qualità importanti e così facendo non farà altro che crescere ancora di più. Deve acquisire una maggiore conoscenza con i compagni ma questi sono processi che arrivano piano piano e richiedono un po’ di tempo”.

De Keteleare in azione contro il Bologna: nella sua prima da titolare, un assist e 60 minuti di qualità

Tempo che Charles De Ketelaere si è preso e ha scandito in mezzo al campo di San Siro, circondato dai 50 mila tifosi rossoneri non solo per lo stupendo assist in occasione del primo gol di Leao che ha spaccato gli equilibri della partita. La riconquista del pallone a centrocampo, la galoppata in solitario fino al limite dell’area di rigore e il passaggio per il portoghese sono stati solamente alcuni aspetti più che positivi di una prestazione maiuscola che ha insignito il belga a soli 21 anni e 170 giorni ad essere già entrato nelle stats stagionali per essere insieme a Denso Kasius e Samuele Ricci tra i più giovani assistman della Serie A.

E a coloro che ne minimizzano l’azione mettendo sul banco degli imputati l’assetto arretrato del Bologna e l’atteggiamento rinunciatario degli uomini di Mihajlovic, il motivo per cui De Ketelaere è riuscito a prendersi la vera scena di San Siro è racchiusa in un’altra azione da manuale del gioco del calcio, in un profondo uno-due con Kalulu: basta vedere per capire che talento, tempi e doti non mancano. Con buona pace di chi pensa che gli applausi siano arrivati per una sola unica, fortunosa azione estemporanea.

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Fonte : Fanpage