Immigrazione, i programmi a confronto: il Pd vuole abolire la Bossi-Fini

Quali sono le proposte delle principali forze politiche per gestire l’immigrazione? Iniziamo dal centrosinistra. Nel programma della lista “Italia Democratica e Progressista”, guidata dal Partito democratico, uno dei primi punti è la creazione di un’Agenzia di Coordinamento delle politiche migratorie “che diventi il principale attore di riferimento per tutto ciò che riguarda il monitoraggio e la gestione dei flussi, del rispetto dei criteri d’accoglienza e dell’efficacia delle politiche di integrazione nella società e nel mondo del lavoro”. Il tutto “attraverso il coinvolgimento delle istituzioni preposte, delle associazioni di categoria, delle imprese e del volontariato e della Chiesa italiana che si è sempre dimostrata particolarmente attenta e concretamente attiva nelle politiche di accoglienza”.

La parola che ricorre più spesso è proprio “accoglienza”. Ma il punto cardine del programma di centrosinistra è un altro. I dem, si legge, vogliono abolire la “Bossi-Fini” e “approvare una nuova Legge sull’immigrazione, che permetta l’ingresso legale per ragioni di lavoro, anche sulla base delle indicazioni che arrivano dal Terzo settore”. Con la Bossi Fini dunque verrebbe a cadere l’obbligo per i migranti di avere un contratto di lavoro per poter entrare in Italia.

Inoltre, si legge ancora nel programma di centrosinistra, va sostenuto “l’allargamento dei corridoi umanitari” organizzati “in caso di situazioni di particolare emergenza” e andrà promossa “un’azione in sede europea che spinga al superamento del Regolamento di Dublino e alla costruzione di una vera politica europea su migrazione e accoglienza”. Andrà poi pensato “un nuovo un modello di accoglienza fondato su piccoli centri diffusi sul territorio e integrati con esso, con particolare attenzione al SAI (Sistema di accoglienza e Integrazione) che dovrà progressivamente sostituire quello attuale”. Infine si legge: “Siamo stati, siamo e saremo sempre contro politiche di respingimenti, apparenti ‘chiusure dei nostri porti’ o, addirittura, non meglio precisati ‘blocchi navali’: vale il sacrosanto principio per cui chi è in pericolo in mare va soccorso e salvato sempre”. 

Il centrodestra vuole fermare gli sbarchi (ma nel programma non c’è il blocco navale)

Il centrodestra propone una strategia radicalmente diversa che prevede il “contrasto all’immigrazione irregolare” e la “gestione ordinata dei flussi legali di immigrazione”. Leggendo il documento sottoscritto da Lega, Fdi, Forza Italia e Noi moderati, la prima cosa che salta agli occhi però è che non c’è traccia del “blocco navale” a più riprese indicato da Giorgia Meloni come una misura imprescindibile per ridurre o azzerare i flussi. Si parla invece di un “nuovo Patto per la migrazione e l’asilo, con controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi per fermare, in accordo con le autorità del nord Africa, la tratta degli esseri umani”.

In realtà va detto che l’idea del blocco navale è stata rilanciata solo pochi giorni fa da Giorgia Meloni in un video postato sui suoi canali social: “Fratelli d’Italia vuole il blocco navale” ha spiegato al leader di Fdi candidata a Palazzo Chigi, ovvero “una missione europea, in accordo con gli Stati del nord Africa, per fermare la tratta di esseri umani e le morti in mare, con anche l’istituzione in territorio africano di hotspot gestiti insieme all’Unione europea dove vagliare le richieste di asilo e distinguere chi ha diritto alla protezione internazionale da chi non ce l’ha”, ha sottolineato. “Vogliamo ribadire il principio che in Italia si entra solo legalmente. Non permetteremo che i flussi migratori verso l’Italia vengano gestiti da criminali e scafisti”.

La “creazione di hot-spot nei territori extra-europei, gestiti dall’Unione Europea, per valutare le richieste d’asilo” è in effetti un altro punto del programma di centrodestra. Nel documento si fa riferimento anche alla necessità di “garantire ai Comuni le risorse necessarie per far fronte alle spese per la gestione e la presa in carico dei minori non accompagnati”. Un altro obiettivo è infine quello di “favorire l’inclusione sociale e lavorativa degli immigrati regolari”.

Il programma del M5s sull’immigrazione

Il M5s fa appello all’Europa. Nel programma dei pentastellati si fa riferimento alla necessità di adottare “un meccanismo comunitario per definire la gestione dei flussi migratori e le operazioni di primo intervento, nonché la successiva accoglienza, ripartizione e distribuzione tra i paesi membri dell’Unione europea”. Altri obiettivi sono la “lotta alla tratta di esseri umani” e il “rafforzamento delle politiche di inclusione e integrazione sociale e culturale”. 

Il terzo polo: flussi di immigrazione regolare sulla base delle esigenze del mercato

La lista di Azione e Italia Viva propone un approccio che vuole apparire più pragmatico. La premessa è che l’Italia sta vivendo una grave crisi demografica che incide anche sul mercato del lavoro. Il che però non si può tradurre in un liberi tutti. “L’immigrazione irregolare -si legge nel programma – è un danno sia per i migranti che per i Paesi di destinazione” e “il solo modo diminuire radicalmente gli ingressi irregolari, è ripristinare forme di immigrazione regolare e programmata “. La proposta del Terzo Polo è allora quella di fare degli “accordi di cooperazione con i Paesi d’origine e di transito” che però possano prevedere anche la “programmazione di flussi migratori regolari, sulla base delle esigenze del mercato”. In questo modo, si legge, “sarà possibile ottenere una collaborazione vincolante sui rimpatri”.

Un’altra idea è inoltre di “ristabilire una distinzione tra profughi umanitari e migranti economici”. Per favorire l’integrazione vengono proposti “corsi intensivi obbligatori di lingua e cultura italiana per i neo-arrivati e regolarizzazione dei migranti irregolari già residenti in Italia che hanno un lavoro”. Un altro obiettivo della lista di Calenda è quello di arrivare al “superamento del “trattato di Dublino” per “creare un sistema europeo comune di asilo che, dopo una breve fase di registrazione negli Stati alle frontiere esterne, distribuisca i richiedenti asilo negli Stati membri dell’Ue”. Nel programma si parla infine della creazione di un nuovo ministero per le migrazioni e della necessità di “vie di accesso più sicure e legali attraverso un’espansione dei corridoi umanitari”. 

Fonte : Today