Oltre Carter: 5 action imperdibili da recuperare su Netflix

Stabile dalla sua uscita nella top 10 di Netflix, il successo di Carter potrebbe continuare ancora a lungo. Nella nostra recensione di Carter avevamo espresso qualche perplessità riguardo all’ultimo lavoro di Jung Byung-gil, per noi un passo indietro rispetto al favoloso The Villainess – L’assassina (2017), ma il pubblico della piattaforma lo sta per ora premiando in massa.

Cogliamo quindi l’occasione per riscoprire altri cinque titoli action originali che nel corso degli anni sono sbarcati nel catalogo di Netflix, tutti provenienti dall’estremo Oriente. Abbiamo altre tre produzioni sud-coreane come il distopico Time to Hunt, il gangsteristico Night in Paradise e il survival Revenger e due provenienti rispettivamente da Vietnam e Indonesia. Il primo è Furie, unico della cinquina ad avere una protagonista femminile – la bella e brava Veronica Ngo – mentre nel secondo ritroviamo la star Iko Uwais, al centro del violentissimo La notte su di noi. Proposte che speriamo attirino la vostra curiosità.

Time to Hunt

Corea del Sud, prossimo futuro. La Nazione è in preda a una profonda crisi economica, con la maggior parte della popolazione che si ritrova in condizioni di estrema povertà. Jun-seok è uscito di galera dopo aver scontato tre anni per una rapina, colpo nel quale i suoi amici e partner Jang-ho e Ki-hoon sono invece riusciti a farla franca. I tre si ritrovano e decidono di organizzare un nuovo crimine, dato che i profitti di quello passato sono pressoché esauriti e si ritrovano senza un soldo.

Jun-seok cova il sogno di trasferirsi a Taiwan, dove un suo compagno di cella gli ha garantito una vita paradisiaca in riva al mare a un prezzo drasticamente più basso di quanto spenderebbe in patria, ma per andare all’estero servono categoricamente dollari americani. Dato che le banche non detengono più valute straniere, l’unico obiettivo possibile è una bisca clandestina gestita dalla mafia locale. Ma le cose non andranno come previsto…

Come scrivevamo nella nostra recensione di Time to Hunt, ci troviamo davanti ad un action-thriller solido e accattivante che si carica di notevoli sfumature introspettive nel corso delle due ore di visione. Il regista Yoon Sung-hyun realizza un tour-de-force stilistico esteticamente impeccabile, con sequenze entusiasmanti nelle dinamiche d’azione, ricco di una tensione costante che non abbandona mai lo spettatore. Tra sensi di colpa, rimorsi e rimpianti, la caccia all’uomo del titolo tiene con il fiato sospeso fino alla lunga ed esaltante resa dei conti finale.

La notte su di noi

La Triade del sud est asiatico ha il controllo pressoché totale delle attività di contrabbando. Per tenere a bada organizzazioni i rivali, ha creato un gruppo scelto di uomini, conosciuti come i Sei Mari, che, grazie alla loro capacità nelle arti marziali e nell’assoluta obbedienza agli ordini, hanno ottenuto fama e rispetto nell’ambiente criminale. Tra di loro vi è l’indonesiano Ito il quale, dopo un massacro compiuto in un villaggio di pescatori, si rifiuta di uccidere a sangue freddo la sola bambina sopravvissuta alla strage, e si ribella alla Triade che, da quel momento, dà il via ad una caccia all’uomo nei suoi confronti. Ito, per proteggere la piccola, chiede aiuto alla gang di amici con la quale era cresciuto e alla quale apparteneva anche Arian, ora alle dipendenze dell’organizzazione in quel di Macao. Nel frattempo un gruppo sempre più numeroso di killer si mette sulle sue tracce…

Ispirate coreografie marziali e avvincenti sequenze su quattro ruote, sulla scia di quanto già fatto da Gareth Evans nel mitico dittico di The Raid, per questa produzione indonesiana caratterizzata da una violenza estrema, ai limiti del torture porn. Due ore di visione che, appoggiandosi a una sceneggiatura semplice (già trasposta precedentemente in forma di graphic novel), mettono in campo esaltanti combattimenti all’ultimo sangue dove la star Iko Uwais si scatena all’ennesima potenza.

Revenger

In una società distopica i criminali più pericolosi vengono condannati a trascorrere la loro pena su un’isola remota, dove vengono lasciati allo stato brado e senza alcuna via di potenziale fuga. Da anni ha ormai luogo una violenta disputa tra un gruppo di piccoli delinquenti, perlopiù pacifici, e la banda capeggiata dallo spietato Khun, un individuo misterioso il cui volto e il corpo ustionati sono nascosti da fitte bende. Quando una madre e sua figlia, in cerca di vendetta per il brutale omicidio a sangue freddo del capofamiglia, si trovano alla mercé degli avversari, vengono salvati dal provvidenziale intervento di nuovo arrivato, il detective Yool.

Quest’ultimo, giunto in loco con una missione personale da portare a termine, si dimostra abilissimo nelle arti marziali ed elimina senza troppi problemi i membri della gang. Sarà solo l’inizio prima delle definitiva resa dei conti con Khun. Come vi raccontiamo nella nostra recensione di Revenger, la messa in scena ci trascina immediatamente nel cuore dell’azione, sacrificando l’impianto narrativo – fin troppo sterile – in favore di un duro e puro intrattenimento di genere. Dal punto di vista delle coreografie marziali l’operazione è solida al punto giusto, con l’ex stuntman Bruce Khan che superati i cinquant’anni cerca la consacrazione a nuovo action-hero del panorama coreano. In un film che va preso nella sua semplicità di fondo per essere apprezzato totalmente.

Furie

Hai Phuong, madre single della piccola Mai, vive in un villaggio vietnamita e si guadagna da vivere come strozzina. La donna, abilissima nelle arti marziali, ha un passato criminale ma, dopo essere rimasta incinta, ha deciso di abbandonare Saigon per crescere in pace la figlia. Un giorno la piccola viene accusata ingiustamente di furto al mercato locale e nella confusione generale che ne consegue finisce per essere rapita da due uomini che la conducono con loro a Saigon. Hai Phuong non ha altra scelta se non quella di far ritorno nell’ex capitale e mettersi sulle sue tracce per salvarla prima che sia troppo tardi, ritrovandosi a fare i conti con il suo oscuro passato.

Esaltante action-movie con una tosta protagonista femminile di produzione vietnamita, dove la bella e brava protagonista Veronica Ngo, vista anche nell’episodio VIII di Star Wars in un piccolo ruolo, è impegnata in avvincenti coreografie action basate sulla tecnica indigena del Vovinam, ennesimo nuovo stile marziale pronto ad incuriosire gli appassionati. L’ora e mezzo di visione intrattiene sia dal punto di vista spettacolare che da quello emozionale e tensivo, con una carica melodrammatica ben adattata ai personaggi e al loro rispettivo background.

Night in paradise

Tae-Gu, membro di una gang criminale, ha una sorellastra gravemente malata e in attesa di un trapianto, che lo raggiunge per qualche giorno in città in compagnia dell’amata nipotina. Tae-Gu, con il suo carattere rude e poco incline alla diplomazia, ha suscitato le ire di un boss rivale e la sua famiglia viene uccisa senza pietà in quello che viene fatto passare come un incidente stradale. Il protagonista sa bene chi è il mandante e con l’approvazione del suo boss decide di fargliela pagare in prima persona: una missione che apparentemente si conclude con successo con la morte del gangster, rimasto in realtà solo gravemente ferito. Tae-Gu intanto viene mandato a trascorrere una settimana nell’isola di Jeju, da dove poi partirà per la Russia: la sua presenza in patria è infatti ormai una scocciatura per il sottobosco criminale locale. Ma ben presto l’uomo scopre di essere nel mirino di diverse persone

Un revenge-movie ad alta dose di violenza e ricco di sfumature drammatiche nella gestione dei due personaggi principali, entrambi vicini alla morte pur per motivi differenti: uniti da un comune destino crudele, si troveranno a lottare per la sopravvivenza in una sfida impari e apparentemente senza speranze. Night in Paradise rispecchia per l’appunto molti cliché del filone coreano dell’ultimo decennio ma possiede personalità sia nel lato action che in quello emozionale.

Fonte : Everyeye