Artemis 1 è pronta a partire verso la Luna

Prima di rivedere qualcuno saltellare fra i crateri lassù, però, sarà necessario qualificare tutti i sistemi coinvolti, dal nuovo lanciatore pesante della Nasa, ribattezzato Space Launch System (o Sls), alla capsula Orion, progettata per ospitare quattro astronauti, fino all’European Service Module, il contributo europeo al programma, testimonianza di come, pur guidate dagli Stati Uniti, le missioni si basino su un’ampia collaborazione internazionale, in particolare dell’Agenzia spaziale europea (l’Esa), giapponese (Jaxa) e canadese (Csa).

Artemis 1 servirà proprio a questo, a qualificare ogni sistema: decollerà senza equipaggio dalla rampa 39B del Kennedy Space Center – da dove partì solo la decima missione del programma Apollo – rilascerà dieci piccoli satelliti e si spingerà verso l’orbita lunare, dove arriverà in una settimana circa, quindi effettuerà una serie di passaggi radenti, cosiddetti flyby, e terminerà il 10 ottobre con un tuffo della Orion (in gergo, splashdown) nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste di San Diego.

Sarà possibile seguire il lift-off e i primi minuti della missione sui canali ufficiali di Nasa Tv, con aggiornamenti regolari dalle 6 del mattino e collegamento in diretta da mezzogiorno

I sistemi coinvolti e il contributo italiano

Gli “osservati speciali” di Artemis 1 saranno due: il nuovo Space Launch System della Nasa e Orion, al cui modulo di servizio hanno contribuito diverse aziende, comprese quelle italiane coordinate dalla nostra agenzia spaziale, l’Asi.

Dalla realizzazione problematica, protrattasi per undici anni (originariamente era previsto debuttasse nel 2017) e non di rado accompagnata da critiche per l’aumento dei costi, Sls è un lanciatore pesante costruito da un consorzio di grandi compagnie aerospaziali statunitensi: Boeing, Northrop Grumman, Aerojet Rocketdyne e Teledyne Brown. È costituito da due booster laterali a combustibile solido (di Northrop Grumman), capaci di sprigionare ciascuno fino a 16 milioni di Newton, e dal core stage (Boeing), dotato di quattro propulsori Rs-25 (Aerojet-Rocketdyne), una versione aggiornata, più economica e performante, dei motori principali dello Space Shuttle, veicolo la cui eredità è evidente sui nuovi sistemi della Nasa.

Alta 98 metri e con una massa al lancio di 2608 tonnellate, questa configurazione dello Space Launch System è chiamata “Block 1” ed è in grado di portare in orbita lunare un carico complessivo di quasi 27 tonnellate (la configurazione successiva, “Block 1b”, permetterà di accrescere il carico fino a 43 tonnellate).

Fonte : Wired