Come funziona l’obbligo scolastico in Italia e in Europa

Il tema della scuola finisce al centro della campagna elettorale con la proposta lanciata da Enrico Letta, segretario del Partito democratico (Pd), di estendere l’obbligo scolastico a partire dai 3 fino ai 18 anni. L’idea non è piaciuta alla destra, che ha accusato Letta di sottrarre i minori all’educazione familiare, e al pubblico del meeting di Rimini, che ha fischiato il segretario durante il suo intervento. Tuttavia il progetto del Pd rispecchia una tendenza già in atto in Europa, dove l’istruzione obbligatoria sta venendo estesa in sempre più paesi.

  1. Quando investe l’Italia nell’istruzione?
  2. A che età comincia la scolarizzazione in Italia?
  3. Qual è il livello di abbandono scolastico in Italia?
  4. Come funziona l’obbligo scolastico in Europa?

Quando investe l’Italia nell’istruzione?

Partiamo da alcune considerazioni iniziali. L’Italia investe nel sistema educativo molto meno di tutti gli altri paesi dell’Unione europea, situandosi al penultimo posto nella classifica, appena prima della Grecia. Secondo dati di Eurostat, l’agenzia europea di statistica, nel 2020 l’Italia ha investito il 7,5% della spesa pubblica nella scuola. La Romania, appena sopra di noi, l’8,8%. In media nell’Europa a 27 l’investimento è del 9,4%.

A che età comincia la scolarizzazione in Italia?

Nonostante ciò secondo i dati Eurostat elaborati da Open polis, la scolarizzazione in Italia comincia molto presto e il 94,6% dei minori tra i 3 e i 6 anni, cioè l’età dell’obbligo scolastico, partecipano all’istruzione pre-primaria. Un dato superiore alla media europea ma che ha comunque subito una contrazione del 3% dal 2013. Mentre la percentuale di minori tra i 4 e i 5 anni che frequentano la scuola dell’infanzia o il primo anno di scuola primaria è superiore al 90%.

I dati mostrano quindi una tendenza naturale dei genitori a far partecipare i propri figlie e figlie al sistema scolastico, molto prima dell’età dell’obbligo, in linea con la proposta avanzata da Letta. Dall’altra parte invece, il tasso di abbandono scolastico in Italia resta molto alto, pari al 13,8% e concentrato in particolare nelle scuole superiori.

Qual è il livello di abbandono scolastico in Italia?

Secondo il report del ministero dell’Istruzione università e ricerca (Miur) La dispersione scolastica aa.ss. 2017/2018 – 2018/2019 / aa.ss. 2018/2019 – 2019/2020, tra gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019 i ragazzi e le ragazze che hanno deciso di abbandonare gli studi (perché hanno smesso di frequentare le lezioni o non si sono iscritti all’anno successivo) sono stati 10.938 per le scuole medie (lo 0,64% del totale) e 98.787 per le superiori (3,79%). L’abbandono è più intenso nelle regioni del sud, con circa il 4,4% del totale degli studenti e delle studentesse delle superiori, e tra i maschi, con un abbandono del 4,6% a livello nazionale alle superiori, contro il 2,9% delle femmine.

Come funziona l’obbligo scolastico in Europa?

Secondo l’ultimo report della Commissione europea, che comprende 37 paesi europei membri e non dell’Unione europea, solo in due paesi (Estonia e Croazia) l’età dell’obbligo scolastico inizia a 7 anni. Mentre in altri in diciassette (tra cui l’Italia) inizia a 6, in altri tredici a 5, in altri tre a 4 e solo in due a 3 anni, cioè in Francia e in Ungheria.

Il termine invece è leggermente più vario. In alcune regioni della Germania, l’obbligo scolastico termina a 19 anni, così come nella Macedonia del Nord. In Belgio termina a 18 anni, così come nelle restanti regioni della Germania, in Francia, in Portogallo e in Finlandia. In Romania e Turchia l’obbligo termina a 17 anni. 

Mentre in Bulgaria, Danimarca, Estonia, Irlanda, Spagna, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Olanda, Slovacchia, Svezia, Islanda e Norvegia termina a 16. Seguono poi Repubblica Ceca, Grecia, Croazia, Cipro, Austria, Polonia, Albania, Slovenia, Svizzera, Liechtenstein e Montenegro, dove termina a 15. E infine la Serbia, dove termina a 14.

Fonte : Wired