Guida ai film in concorso alla Mostra del Cinema: i registi che tornano a Venezia

ono stati svelati oggi, nel corso di una conferenza stampa presieduta dal direttore artistico della Biennale di Venezia Alberto Barbera con il presidente Roberto Cicutto, i film che animeranno il Lido dal 31 agosto al 10 settembre. 

In concorso tante riconferme, a cominciare da Noah Baumbach che torna sul red carpet dopo il successo di Marriage Story, presentato alla Mostra del Cinema nel 2019. Quest’anno il regista statunitense aprirà il concorso con White Noise.

Grande attesa anche per Darren Aronofsky e il suo The Whale: i più affezionati frequentatori della kermesse ricorderanno sicuramente lo scalpore che suscitò Mother! nel 2017: al termine della proiezione, il film fu infatti fortemente contestato dagli spettatori e generalmente bocciato dalla critica. D’altronde, lo stile inconfondibile dell’autore divide da sempre l’opinione pubblica (si pensi a titoli come Requiem for a Dream o Il cigno nero, quest’ultimo presentato in concorso sempre a Venezia nel 2010). 

Forse, però, il ritorno più bramato è quello del regista messicano Alejandro González Iñárritu, che proprio alla Mostra del Cinema 2014 ebbe la sua consacrazione definitiva con Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza). Quell’anno il film non vinse il festival ma venne accolto con giubilo e, qualche mese dopo, sbaragliò la concorrenza alla notte degli Oscar intascando ben quattro statuette (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia). 

Se c’è un titolo che nel 2017 esaltò pubblico e critica, quello è sicuramente Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. Quest’anno il regista britannico riproverà a vincere la competizione veneziana con The Banshees of Inisherin, un film interamente girato sulla costa occidentale irlandese. 

Anche Luca Guadagnino tornerà in concorso, confermandosi come uno degli autori più affezionati alla città lagunare: dopo essere stato membro della giuria della sezione ufficiale nel 2010, sfiorò il Leone d’Oro nel 2015 con A bigger splash e nel 2018 con Suspiria. Quest’anno ci riproverà con Bones and All.

Tra gli autori nostrani che si stanno sempre più imponendo all’attenzione internazionale vi è senz’altro Susanna Nicchiarelli, che ha già vinto la kermesse concorrendo, nel 2017, nella sezione Orizzonti con Nico, 1988, un biopic incentrato sugli ultimi anni della cantante tedesca Christa Päffgen. Nel 2020, inoltre, il suo Miss Marx viene selezionato ufficialmente in concorso alla 77ma edizione vincendo il premio FEDIC. Quest’anno Nicchiarelli ci riprova con Chiara, un film che conta nel suo cast anche Margherita Mazzucco, la giovane Lenù della celebre serie televisiva L’amica geniale tratta dal romanzo di Elena Ferrante. 

Monica è invece il titolo del nuovo film di Andrea Pallaoro, che torna al festival dopo aver concorso alla 74ma edizione con Hannah, una coproduzione italo/belga nella quale Charlotte Rampling interpretava una donna che si trovava a fare i conti con il proprio passato.

Tornano a Venezia anche due Leoni D’Oro, oltre al già citato Aronofsky (vincitore con The Wrestler nel 2008): Gianni Amelio con Il signore delle formiche Jafar Panahi con Khers Nist (No Bears). Il primo sbaragliò la concorrenza nel 1998 con Così ridevano; il secondo trionfò nel 2000 con Dayereh – Il cerchio. Recentemente il regista iraniano è stato incarcerato per aver manifestato contro l’arresto di altri due cineasti, Mohammad Rasoulof e Mostafa Aleahmad, che protestavano contro la violenza nei riguardi di civili in Iran. La Biennale di Venezia, attraverso una nota stampa del 12 luglio 2022, ha reso noto che «unisce la propria voce alle tante che nel mondo si levano in questi giorni per condannare le azioni repressive in corso, e chiede la liberazione immediata dei registi arrestati in difesa del diritto alla libertà di espressione e di creazione».

Fonte : Today