I tifosi del Lecce fanno piangere Umtiti, non riesce neanche a parlare: è la fine di un incubo

25 Agosto 2022

A Lecce Umtiti ha ricevuto gli onori che si devono a un calciatore dal passato illustre. Travolto dall’affetto dei tifosi salentini, non ha resistito e ha ceduto alla commozione. “Sono felice”, ha ripetuto in lacrime.

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La commozione di Samuel Umtiti, travolto dall’affetto dei tifosi del Lecce nel giorno del suo arrivo in terra salentina.

Nemmeno lui si aspettava un’accoglienza del genere. Quando Samuel Umtiti è atterrato all’Aeroporto del Salento di Brindisi immaginava che avrebbe trovato tifosi del Lecce ma le cose sono andate diversamente. Oltre ogni più rosea aspettativa. È stato letteralmente travolto, piacevolmente meravigliato fino a sfiorare la commozione, per l’ovazione che ha ricevuto. Un bagno di folla. Un lungo e caloroso abbraccio. Un’onda emotiva che gli ha provocato gli occhi lucidi.

Da quanto tempo non provava una sensazione del genere? Da quanto non si sentiva finalmente (e di nuovo) un calciatore pronto a dare tutto? Da quanto non avvertiva intorno a sé un clima di assoluta fiducia? Da quanto non riusciva più a sentirsi davvero importante? Da quanto non provava il brivido di situazioni del genere? Troppo, anche per un difensore roccioso come lui, abituato ai duelli in area di rigore, a farsi rispettare in quella tonnara che può diventare l’area di rigore. E l’umiltà dell’uomo ha preso il sopravvento su tutto.

Il difensore francese è stato ceduto dal Barcellona al Lecce con la formula del prestito secco.

Quasi non riesce a parlare. Mormora qualcosa. Lui, campione del mondo con la Francia nel 2018. Lui che è stato uno dei giocatori più ambiti nel suo ruolo. Lui che è stato fortissimo ma giunto in Catalogna ha perso di colpo antiche certezze. S’è smarrito, non s’è più ritrovato. E a rendergli tutto più difficile sono stati gli infortuni, la malasorte e quella congiuntura sfavorevole che l’ha portato in blaugrana quando il club aveva già imboccato il tunnel della crisi.

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A Barcellona era diventato (e per molti lo è tuttora) un peso, un orpello costoso, qualcosa di cui disfarsi perché ti succhia via risorse a bilancio ma non rientra più nei tuoi piani. A Lecce ha ricevuto gli onori che si devono a un atleta del suo rango che ha bisogno di rigenerarsi per tornare ai suoi livelli. La neo-promossa in A si aggrappa (anche) a lui per conquistare la salvezza. È finito un incubo. L’estate peggiore della sua vita sportiva è terminata, squarciata dalla luce in fondo al tunnel. E piange per la gioia.

Cori, urla d’incitamento e un bagno di folla incredibile hanno sorpreso Umtiti, appena sbarcato in aeroporto.

“Sono felice”, dice dopo aver nascosto il viso tra le mani. “Sono felice” e accenna un sorriso ai tifosi che gli urlano “salta con noi”. Cori, applausi, la sciarpa messa al collo, i riflettori delle tv, gli obiettivi delle telecamere, i microfoni e i giornalisti… mio Dio, dice dentro di sé, ma cosa mi era successo? Alza il pollice verso l’alto: è tutto ok, fa segno. Quel momento di debolezza lo ha reso umano. A Lecce, però, è chiamato per fare un miracolo: salvare i giallorossi, Avrà una stagione intera per farlo. Nel Salento è sbarcato con la formula del prestito secco e uno stipendio a carico degli spagnoli mentre i pugliesi gli pagheranno un po’ di bonus a rendimento.

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Fonte : Fanpage