Il prezzo del gas ha raggiunto un nuovo record

Il prezzo del gas oggi ha raggiunto livelli record sul mercato di Amsterdam Ttf (title transfer facility), uno dei principali mercati di riferimento per lo scambio di questa materia prima in Europa: prima 315 euro, poi un assestamento intorno ai 310 euro, e infine un picco, ben 320 euro al megawattora (in aumento del 9,5%). Gli sbalzi di queste ore sono legati ai timori di uno stop delle forniture russe verso l’Europa, che potrebbero incidere in modo determinante sulla prossima stagione fredda. E intanto la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, è intervenuta sulla possibilità di nuove misure da parte del governo: “Ci sono i margini per un nuovo decreto per calmierare gli effetti del prezzo del gas che ha raggiunto livelli record e insostenibili”, ha detto.

I valori decisamente alti di oggi per il mercato del gas aggravano una situazione di crisi energetica che da molte settimane mette pressione sui governi di tutta Europa. L’aumento ulteriore ha anche portato i prezzi dell’energia in tutto il continente a livelli mai visti prima, contribuendo all’incremento dei costi per la produzione di zinco e alluminio, e anche dei fertilizzanti. Una situazione che sembrava prospettarsi sin dalla mattinata, quando già dalle prime battute alla borsa di Amsterdam Ttf si era arrivati a sfondare quota 300 euro al megawattora.

La viceministra dell’Economia, Laura Castelli, è intervenuta sulla possibilità di nuove misure: “Ci sono i margini per un nuovo decreto per calmierare gli effetti del prezzo del gas che ha raggiunto livelli record e insostenibili. Ritengo si debba intervenire nei prossimi giorni – ha specificato -. Ma dobbiamo agire su due piani. Va velocemente fissato un tetto al prezzo del gas, una priorità del paese su cui c’è una battaglia, in sede Ue, che Draghi e Di Maio stanno conducendo e su cui è auspicabile l’impegno di tutte le forze politiche. Una cosa che rilanciano anche le associazioni di categoria”.

Nelle scorse ore, la multinazionale russa Gazprom ha annunciato che le forniture di gas attraverso il Nord Stream – i cui flussi sono già ridotti al 20% della capacità del gasdotto – saranno sospese dal 31 agosto al 2 settembre “per manutenzione”. Cosa spinge in alto i costi e le tariffe? La tensione sul prezzo del gas, iniziata già qualche settimana prima del conflitto, è esplosa con l’invasione russa dell’Ucraina a fine febbraio. Il flusso di materia prima proveniente da Mosca è stato ridotto, e gli analisti si attendono che questo continui anche nel prossimo futuro.

Ad aggravare la situazione è intervenuto anche il caldo, oltre che la siccità: le alte temperature hanno portato a un consumo energetico più elevato per via dei condizionatori, mentre la mancanza di acqua nei fiumi rende più difficili usarli per il trasporto di carburante e altri beni industriali. L’impennata del prezzo del gas si riflette anche sul costo dell’energia elettrica: secondo Bloomberg, i prezzi dell’elettricità in Germania hanno sfiorato i 480 euro al megawattora quest’anno, sei volte il livello del 2021 e il doppio rispetto a giugno.

Davanti a questo scenario, l’Europa e l’Italia stanno già preparando un piano in vista dell’inverno. L’unico modo per ridurre la domanda in un periodo in cui la richiesta aumenta è ridurre i consumi. Consumi controllati di energia elettrica e gas significano meno necessità di produzione e meno necessità di importare gas e materie prime. Oltre ad alcuni accorgimenti individuali per ridurre i consumi, oltre agli sconti per famiglie e aziende alle prese con bollette vertiginose, servono piani dettagliati (comunitari e nazionali) con cui affrontare eventuali situazioni di crisi nelle forniture.

Coordinarsi a livello europeo per trovare una soluzione diventa cruciale. Il tetto al prezzo si applicherebbe a tutto il gas in Europa, quindi a quello prodotto da Olanda (finora contraria al “price cap”), Norvegia e anche alla Russia, se non dovesse interrompere le forniture. Un prezzo che, secondo gli addetti al settore, dovrebbe comunque essere più alto dell’anno scorso, ma non a questi livelli, per garantire la sostenibilità del sistema sia dalla parte di chi vende sia da quella di chi compra.

Come reagirà Putin? Mosca potrebbe accettare, anche perché se non vendesse il gas ai paesi Ue sarebbe costretta a bruciarlo, dal momento che il metano che fuoriesce deve essere convogliato nei gasdotti che oggi arrivano in Europa. Ma i programmi del leader russo sono un’incognita, e già da qualche settimana Mosca sta utilizzando il contingentamento del metano come arma di pressione politica.

Il tetto al prezzo del gas e il piano d’emergenza in Italia (con i negozi chiusi alle 19)

Fonte : Today