Le Gallerie degli Uffizi rischiano di chiudere

Le Gallerie degli Uffizi di Firenze rischiano di chiudere. Inutile usare giri di parole. Il pericolo, per una delle strutture più famose al mondo e la più visitata in Italia con oltre 1,7 milioni di presenze nel 2021, è concreto. A dirlo è il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, all’agenzia Ansa ha spiegato che il nodo è quello del personale: o ne arriva di più o le porte restano chiuse. Esattamente quello che è accaduto il 15 agosto quando, a dispetto di decine di musei in tutta Italia, le Gallerie degli Uffizi non hanno accolto visitatori. Niente apertura straordinaria.

“Senza personale si chiude”

Ad allarmare il direttore tedesco è un decreto, alla firma del ministro, che rivede del 9% al ribasso la pianta organica delle Gallerie. “Agli Uffizi abbiamo una carenza di organico di oltre cento persone, calcolata rispetto alle piante organiche definite ogni quattro anni dal ministero ma che non corrispondono alle vere esigenze. L’unica costante – aggiunge  – è che ogni volta che vengono aggiornate, per noi c’è sempre una riduzione. Di fatto sembra che la nostra carenza sia piccola: i dipendenti statali qui sono poco più di 300. In realtà per svolgere tutti i compiti richiesti in una serie di musei come i nostri, ce ne vorrebbero almeno 500, se non 600”.

“Ho potuto constatare di persona nel nostro Consiglio che ogni volta che un funzionario va in pensione dobbiamo penare per ottenerne la sostituzione”, commenta Valdo Spini, membro del consiglio di amministrazione delle Gallerie degli Uffizi e presidente dell’Aici (Associazione delle istituzioni di cultura italiane). “Non solo: – aggiunge – il successo di pubblico delle Gallerie degli Uffizi, potrebbe consentirci di aumentare la nostra pianta organica  e aprirebbe quindi nuove possibilità di occupazione qualificata per i giovani. Il contrario  proprio di quanto avverrà con la riduzione del 9% dell’organico previsto dalla circolare ministeriale che abbiamo testé ricevuto e che andrebbe corretta subito”.

La replica arriva da Massimo Osanna, direttore generale dei musei del ministero della Cultura: “Gli Uffizi, museo autonomo, hanno un budget che possono usare, ad esempio per prendere personale da Ales (Spa controllata al 100% dal ministero della Cultura, ndr). Ma il punto – spiega – è che in Italia abbiamo un sistema museale nazionale fatto da 480 luoghi della cultura su cui distribuire il personale. Il numero di persone nella pianta organica è solo un limite teorico, che ha fissato situazioni stratificate nel tempo e che andava riequilibrato: gli Uffizi, appunto, avevano un organico di vigilanza di 330 persone; Pompei, che è una città intera, di appena 220. Quel numero generale, teorico, lo abbiamo ridistribuito, cercando di colmare lacune gravi che avevano nuovi musei e direzioni regionali”.

Osanna ricorda che il 15 settembre, verranno assunti in tutta Italia 1.053 nuovi addetti alla vigilanza, che verranno distribuiti sul territorio nazionale. Agli Uffizi ne andranno 15. Altre assunzioni arriveranno nei mesi a seguire. “Con 2.500 persone assunte in un biennio, si coprono tutti i buchi che ancora abbiamo. Certo – prosegue – bisogna aumentare la capacità di spesa dei musei, così come quella di gestire le risorse che ci sono. Con un occhio di riguardo anche per i musei più piccoli che poi piccoli non sono. Ora che arrivano le risorse del Pnrr bisogna pensare a tutti, non solo ai grandi musei autonomi”.

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Fonte : Today