Edilizia scolastica, a Roma la strada è in salita. I presidi: “I soldi del Pnrr non bastano”

Sei mesi fa dalla Città Metropolitana lo avevano spiegato bene al nostro giornale: per mettere in sesto tutti gli edifici scolastici di Roma e provincia ci vorrebbero almeno 800 milioni di euro. A sostenerlo era il delegato all’edilizia scolastica Daniele Parrucci. Gradualmente la macchina amministrativa si è messa in moto, ma l’impressione è che il 2022/2023 sarà un altro anno scolastico caratterizzato da parecchie “magagne”: scale antincendio inesistenti o impraticabili, bagni che perdono, infiltrazioni, solai pericolanti, carenza cronica di spazi. 

I presidi romani: “Molte scuole non verranno toccate dagli interventi”

Il veterano dei presidi romani, Mario Rusconi, di recente è stato convocato dal sindaco Roberto Gualtieri sull’argomento. “C’erano anche le assessore Pratelli e Segnalini (scuola e lavori pubblici ndr) – fa sapere il dirigente – e in quell’occasione mi è stato riferito che sono stati avviati diversi cantieri. Però per sapere quali sono bisogna consultare il sito del comune, che è un casino come direbbero i miei alunni. In ogni caso, ho la certezza che molti plessi non saranno ancora raggiunti da questi lavori, per mancanza di fondi e di risorse umane”. 

Infissi vecchi e sicurezza a zero

Sarà un inverno difficile, quindi. Perché una delle problematiche principali fatte emergere da Rusconi è relativa agli infissi, spesso vecchi di trent’anni. “Ci sono vetri spessi pochi millimetri – denuncia – che fanno passare il freddo e il caldo, creando non solo disagio ad alunni e docenti, ma anche grande spreco energetico. Anche le illuminazioni andrebbero sostituite con impianti a basso consumo”. Rispetto al tema della sicurezza “zero carbonella”, continua Rusconi. “Per mettere a norma le scuole – spiega – ci vorrebbero 10 volte le risorse stabilite dal Pnrr. Una cifra enorme. Questo perché non è stato fatto nulla in tanti anni, altrimenti non dovremmo rincorrere i fondi europei”. 

A marzo il sindaco Gualtieri – che è anche sindaco della Città Metropolitana – ha presentato un piano da 44 milioni di euro per l’edilizia scolastica. Soldi del Pnrr, indirizzati però quasi esclusivamente alle scuole d’infanzia con lo scopo di aumentare di oltre 1.300 unità le disponibilità di posti. Verranno poi realizzate quattro palestre, grazie a 3 milioni di euro. Di sicuro non basta e a farlo capire sono gli stessi presidi. 

La voce dalle scuole

Manuela Manferlotti è dirigente scolastica dell’IC “Daniele Manin” all’Esquilino, municipio I: “Da noi ad oggi nessun lavoro strutturale – spiega – fatta eccezione per lavori antisismici nella sede di via Bixio, in corso da fine maggio e previsti dal municipio. Li aspettavamo da tre anni. Altro non è previsto. A me piacerebbe avere i depuratori d’aria, è nostra facoltà compilare una serie di moduli per presentare richiesta, ma poi non succede niente e non sappiamo neanche chi dovrebbe venire a installarli. Nella sede della scuola media, in via dell’Olmata, c’è un grosso problema di bagni. Dovevano essere fatti dei lavori anche lì, ma la ditta che aveva vinto l’appalto ha poi rinunciato per l’aumentare dei costi dei materiali negli ultimi mesi”. 

Alla “Gianni Rodari” nel quartiere Anagnina, periferia est della Capitale, da quattro anni aspettano la scala antincendio in entrambi i plessi che compongono l’istituto. “Una è interdetta dal 2018 – conferma la preside Angela Palmentieri – l’altra non c’è mai stata. A questo, che già è grave, si aggiungono perdite d’acqua alla scuola media, sia in palestra sia in alcune classi. Perdite analoghe nella scuola primaria, dove il comune è intervenuto senza risolvere”. Anche qui i bagni necessiterebbero di un restyling: “Problema atavico per noi – conclude – sono vecchi. L’acqua continua a infiltrarsi e gli interventi di tinteggiatura, fatti molte volte, risultano inutili”. 

Passando ad un liceo (dove la responsabilità è della Città Metropolitana), diverse le situazioni in sospeso anche all’ “Ettore Majorana” di Spinaceto, IX municipio. “Hanno fatto dei lavori sul tetto – spiega Federica Consolini, la dirigente – e adesso dovrebbe venire la ditta per ridipingere gli interni degli spogliatoi, delle palestre e di un laboratorio di scienze nella sede succursale. Ma sugli impianti elettrici e idraulici non è stato fatto nulla e nulla sembra previsto”. Come nemmeno per i controsoffitti: “Sono venuti a verificare – conclude – varie volte, ma niente. Ci sono delle placche di gesso sconnesse che vanno tolte e sostituite. Le 4 scale antincendio aspettano di essere riqualificate da anni, ci sono i soldi stanziati, nulla. Aggiungo che andrebbe rifatto il linoleum alla palestra e la pista d’atletica”. 

Vanno decisamente meglio le cose al Casilino, IC “Francesca Morvillo”. Qui la preside Valeria Sentili è rimasta quasi di stucco quando ha visto arrivare gli operai per adeguare completamente il sistema antincendio di uno dei plessi, rifare completamente i bagni, gli spogliatoi, l’illuminazione e l’impianto elettrico. “Siamo anche riusciti ad ottenere qualcosa di extra – ammette  – come una passerella nel giardino e la modifica di un cancello carrabile, a via Siculiana”. Insomma, un’eccezione che fa ben sperare: “Adesso stanno concludendo il rifacimento della palestra della scuola media – aggiunge Sentili – oltre agli spogliatoi. Tempestività insolita. Ci sono anche i fondi per fare l’adeguamenti anticendio degli altri tre plessi”. Qualcosa che non va, però, si trova: “Le radici degli alberi nel grandissimo cortile interno del plesso centrale – risponde – che ci impediscono di svolgere attività sportive e di altro genere. Purtroppo si tratterebbe di abbattere pini secolari, il discorso è complicato. Nel 2015 venne un agronomo a censirli, ma non abbiamo saputo più niente”. 

Chiudiamo ancora con un istituto comprensivo, quello di via dei Sesami a Centocelle: “Abbiamo un ottimo rapporto e dialogo con il municipio – fa sapere Francesca Tarquini – e ogni mese ci incontriamo per esporre esigenze e criticità. Il problema però è che da almeno 7 mesi combattiamo con un solaio che andrebbe ristrutturato, nel plesso Ungaretti, perché quando piove si allaga tutto. Per questo ho dovuto interdire alcune aulee. Ci sono i fondi, ma si fa fatica a far partire i lavori. Burocrazia lenta, risorse umane utilizzate male”. 

Fonte : Roma Today