“Calls” è la serie tv perfetta da seguire in spiaggia (anche a occhi chiusi)

Per chi ama trascorrere lunghe ore in spiaggia, e tra un bagno e l’altro si annoia un po’ a scorrere social e notizie sul cellulare, c’è una serie tv assolutamente perfetta.

Si intitola Calls, è disponibile da marzo 2021 in streaming su Apple TV+ e il motivo principale per cui l’abbiamo definita “perfetta per la spiaggia” è che Calls non è una serie tv normale, ma quasi un podcast, o forse meglio dire una specie di radiodramma.

In pratica, sullo schermo non ci sono volti di attori che recitano, scenografie e location da set, ma solo effetti grafici e qualche scritta che accompagna le voci degli interpreti (tra cui Pedro Pascal).

Quindi, i 9 episodi di cui è composta Calls si possono tranquillamente seguire a occhi chiusi, o guardando il panorama se preferite. Prima di spiegare perché, oltre che tecnicamente adatta per essere seguita in spiaggia, Calls è una serie tv da vedere in qualunque condizione, riassumiamo brevemente la trama senza spoiler.

Di cosa parla Calls

Ok, forse un piccolo spoiler lo dobbiamo fare, per seguire questa serie con un po’ di preparazione. E dunque “sveliamo” che Calls non è esattamente una serie antologica come sembra, ovvero che – un po’ come in Solos – in qualche modo gli episodi, pur trattando storie diverse e con protagonisti diversi, sono tutti ambientati nello stesso universo narrativo.

In ogni puntata, della durata di circa 15-20 minuti (e anche questo la rende adatta alla fruizione in contesti come la spiaggia), assistiamo a diverse telefonate, con le didascalie iniziali che spiegano dove si trovano gli interlocutori. Dove ma, ancor più importante, quando: sì perché la particolarità di Calls è proprio questa.

In sostanza, tra chi telefona e chi riceve la telefonata ci sono linee temporali separate, che si intrecciano, si mischiano, si confondono, si allungano e si contraggono. C’è chi comunica dal passato, chi dal futuro, chi parla con qualcuno che crede morto. Come se l’universo fosse impazzito e avesse stravolto la linearità del tempo come la conosciamo tutti.

Per farvi un’idea un po’ più precisa di come funziona Calls, può essere utile ascoltare e anche guardare il trailer ufficiale di questa serie tv prodotta da Apple TV+ (e di cui, vi avvertiamo, non esiste una seconda stagione).

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Perché vedere, o meglio ascoltare, Calls

Se vi piacciono le storie sui paradossi spazio temporali, i viaggi nel tempo e insomma quei riferimenti lì – che a noi piacciono moltissimo – allora potete già andare sul sicuro e dedicare tre ore scarse a Calls.

Ma anche se questi temi non sono tra i vostri preferiti, e anche se non siete al mare e neanche in vacanza, i motivi per seguire Calls non mancano affatto.

Ad esempio, è un ottimo rimedio contro il caldo e l’afa: in ogni episodio almeno un brivido freddo lungo la schiena è garantito, e non c’è bisogno di aria condizionata.

Calls, poi, è un grandioso esempio di come si possa creare una serie tv moderna, anzi modernissima, e al tempo stesso originale, senza per forza budget astronomici: basta una buona storia, delle belle voci e il “gioco” è fatto.

A proposito di voci, ci permettiamo un’ultima osservazione. Chi scrive questa recensione solitamente guarda le serie tv in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Bene, per questa serie non c’è nessun bisogno di disdegnare la versione doppiata in italiano: non si perde la profondità delle voci originali, né si ha quel potenzialmente fastidioso effetto di distacco tra quello che si vede e quello che si sente.

Voto: 9 

Fonte : Today